Machete, pietre e urla, un giovane vandalo terrorizza via Istria a Padova

Decine di raid contro le auto in sosta, i campanelli, gli alberi.
I residenti: «È disturbato e incontrollabile, qualcuno ci aiuti»
Il lunotto fracassato di una Peugeot colpita dal vandalo
Il lunotto fracassato di una Peugeot colpita dal vandalo

PADOVA. Gli spiazzi per rifornirsi di pietre, una strada dove nessuno parcheggia più, un albero ferito dai colpi di machete. È il territorio di caccia del teppista che spadroneggia in via Istria, al Sacro Cuore. La sua preda preferita sono i finestrini delle auto, da mesi devastati impunemente, ma i danni vandalici sono solo la punta dell’iceberg di una storia di paura e rabbia che sta cambiando la vita di un quartiere: «Siamo esasperati, terrorizzati. È solo questione di tempo prima che la situazione degeneri», è il ritornello.

«VIVIAMO AI DOMICILIARI». Sono decine le vittime di un nigeriano trentenne che dal dicembre scorso fa razzia delle auto in sosta, a tutte le ore. Vogliono raccontare la loro odissea e chiedono l’anonimato totale. Si confidano dentro casa, finestre chiuse e tapparelle abbassate, in uno scenario surreale: «Viviamo ai domiciliari senza aver fatto nulla. Siamo suoi ostaggi, abbiamo dovuto stravolgere le nostre abitudini», racconta un residente «rivogliamo la nostra vita». Famiglie che parcheggiano lontano da casa, chiamate incrociate per darsi il via libera e rincasare quando lui non c’è: sembra un film, succede a Padova.

«INUTILI TUTTE LE DENUNCE». Al senso di impotenza si aggiunge la rabbia: «Qualcuno ha provato a parlargli, ma lui fa finta di nulla. Chiaramente ha dei problemi, ma non si può andare avanti così». Tensione alle stelle, perché i richiami e il pacco di denunce a carico del giovane nigeriano sembrano non avere effetto. Sebbene tanti lo abbiano visto colpire non è mai stato colto sul fatto dalle forze dell’ordine, che lo conoscono bene ma hanno le mani legate. Impossibile quantificare i danni: «Almeno 40 auto, alcune a ripetizione. E poi campanelli divelti, minacce, una mattina ha scuoiato un albero a colpi di machete» aggiungono.

VAGA LANCIANDO MINACCE. Vive da anni in zona con la famiglia, non troppo integrata ma che non ha mai creato grossi fastidi. Almeno fino a dicembre, quando sono iniziati i raid, sempre più frequenti e violenti: «Quando colpisce sembra in preda a una crisi: esce, trova una pietra, spacca un finestrino e rientra». Possibile che nessuno faccia nulla? Se lo chiedono tutti. La famiglia si vede raramente, le autorità non li spaventano: «Passano spesso, lui a volte lancia insulti, una volta hanno sputato sui vigili». Lui vaga in strada barcollando, parla da solo in modo delirante, poi gli scatti d’ira improvvisi: «Viviamo nel terrore che cominci a girare armato e se la prenda con le persone, ci sta mettendo in ginocchio, non sappiamo più a chi chiedere aiuto», concludono con le lacrime agli occhi. —

 

Riproduzione riservata © Il Mattino di Padova