Madre e figlia, tutte e due positive all’etilometro

PADOVA. Prima la figlia e poi anche la madre. Entrambe positive all’alcoltest e ora entrambe senza patente.
È la storia di un giovedì sera senza pretese che diventa data spartiacque nella storia di una famiglia: fine delle ramanzine, fine dei rimproveri, fine delle lezioni calate dall’alto. Testimoni sbalorditi gli stessi poliziotti, abituati a vedere di tutto ma non fino a questo punto. Ciò che è successo in via Po lo racconteranno agli amici al bar fino alla pensione. E anche oltre.
La dinamica è semplice. Normalissimo controllo stradale, donna al volante, guida vivace. Mancano dieci minuti a mezzanotte e in giro non c’è anima viva. Scatta la paletta. Abbassa il finestrino una ragazza di 34 anni, cerca di conquistare gli agenti con un sorrisone ma con l’aria calda dall’abitacolo esce anche una tremenda puzza di alcol. Patente e libretto. “Sono stata in centro, ho bevuto due spritz”, si affretta a dire ai poliziotti. Spera di cavarsela con un “massì dai” e invece quelli tirano fuori l’apparecchiatura. “Quella apparecchiatura”: corpo centrale con display luminoso e il tanto temuto boccaglio. Bisogna soffiare.
Se fosse un pungiball avrebbe raggiunto un punteggio da finale. Purtroppo si tratta di un etilometro e il livello alcolico è di 1,74, valore che prevede anche la denuncia penale oltre alla sospensione della patente e al sequestro del mezzo.
Chi viene trovato ubriaco alla guida raramente ammette di aver bevuto come un ossesso. La gamma delle giustificazioni è ormai codificata: “ho mangiato poco”, “sono a digiuno”, “ho preso gli antibiotici”. La trentaquattrenne non si differenzia affatto e anzi, sfodera il repertorio sentito dagli agenti migliaia e migliaia di volte.
Ciò che rende questa vicenda difficile da dimenticare è il “dopo”. Quando un automobilista viene sorpreso ubriaco alla guida e gli viene ritirata la patente non può certo tornarsene a casa guidando. Dunque bisogna telefonare a qualcuno che prenda in custodia l’auto e che accompagni lo sventurato di turno. La trentaquattrenne padovana ha telefonato alla mamma che è arrivata dopo una mezzoretta buona. Ma quando ha abbassato il finestrino dell’auto, una Citroen C3, gli agenti hanno avuto la stessa percezione avvertita in precedenza: una tremenda puzza di alcol. Quando indossi una divisa non puoi chiudere un occhio e quindi etilometro anche per la madre: 0,79. Altro che consegna dell’auto e figlia da accompagnare a casa. Nuovo ritiro e multa da 500 euro. La madre come la figlia. Sangue del suo sangue. Ahilei, ahiloro.
Enrico Ferro
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