Maltratta la moglie anche davanti ai figli 51enne condannato

Vigodarzere
Per anni l’aveva maltrattata, insultata, offesa, minacciata. E poco importava che a quelle scenate, destinate a trasformare la vita familiare in un inferno, fossero presenti anche i figli minori della coppia. Finalmente lei si è decisa a denunciare. Il marito è finito sotto inchiesta ed è stato allontanato dall’abitazione.
Poi il pm Giorgio Falcone, titolare dell’inchiesta, ha sollecitato il rinvio a giudizio dell’uomo, un 51enne di Vigodarzere. Ieri l’ultima parola (almeno nel primo grado di giudizio) con la sentenza del giudice padovano Laura Fassina che ha condannato a un anno e 5 mesi di carcere l’imputato sia pure con la condizionale. L’accusa? Maltrattamenti aggravati dall’abuso di relazioni domestiche e lesioni.
L’uomo era difeso dal penalista Rodolfo Bettiol; l’ormai ex moglie si è costituita parte civile con l’avvocato Giovanni Lamonica.
Diversi gli episodi contestati avvenuti, in particolare, a partire dal 2016. «P... tr... donna di m..., non vali niente» le espressioni che frequentemente il marito usava nei confronti della compagna di vita e madre dei loro bambini, a volte sputandole addosso. A lei impediva anche di usare l’automobile senza la sua autorizzazione: custodiva lui le chiavi e guai se la consorte provava a fiatare. Più di una volta le aveva pure impedito di usare il cellulare strappandoglielo dalle mani o togliendo la batteria all’apparecchio. L’obiettivo? Costringerla a rivelargli il codice di accesso. Insomma un padre-padrone che la trattava da serva anche sul piano sessuale facendole peraltro mancare i soldi per il bilancio domestico: le consegnava il denaro appena necessario per mandare avanti le spese di casa, esigendo ricevute e scontrini. Due le date ricordate dalla donna con paura: il 4 febbraio 2017, quando l’aveva colpita al naso costringendola a scappare di casa con i figli terrorizzati e a rifugiarsi nell’abitazione di un vicino, e il 13 aprile successivo quando, davanti alla figlia, le aveva urlato di volerlo rovinare. E di non aver desiderato quella bambina. Quindi aveva concluso la discussione mordendole un orecchio e strattonandola. —
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