Maratona mon amour, ma è anche un affare milionario
Domenica in 4 mila da Campodarsego e Camposampiero, 20 mila a Padova

maratona del santo - sant'antonio duemiladieci IN FOTO GILBERT CHEPKWONY PRIMO ARRIVATO UOMINI
PADOVA. Spegnere la prima candelina partendo da undici. Non è un quiz: signore e signori, è la maratona Sant’Antonio, l’evento sportivo più bello, più partecipato, più emozionante di tutto il Veneto. E per la prima volta sarà interamente nostro. Niente più Vedelago, nessuna intromissione della provincia Trevigiana alla quale, comunque, si deve un doveroso ringraziamento per un’avventura durata dal 2000 fino all’anno scorso. Da domenica la maratona Sant’Antonio sarà interamente padovana, come si conviene alla manifestazione che ha legato il suo prestigio e il suo futuro al santo più amato al mondo che è ricordato insieme al nome di Padova, mica di Lisbona dove è nato trentasei anni prima di morire, nel 1231.
L’edizione del 2011, statene certi, resterà nella mente per parecchio. E non solo per la novità del «tutto in casa nostra», quanto per quella che si annuncia la festa di un intero territorio, solitamente identificato nel Graticolato Romano: Campodarsego, San Giorgio delle Pertiche, Camposampiero, Massanzago, Borgoricco saranno le sponde di un quadrilatero che accompagnerà gli atleti verso la direttrice di Cadoneghe e poi di Padova. La festa che tradizionalmente vede Prato della Valle come il cuore pulsante, quest’anno troverà altri focolai, perché ognuna delle cittadine attraversate dalla maratona si è mobilitata per rendere memorabile la data di domenica 17 aprile 2011.
Non bisogna però pensare alla maratona come ad una semplice manifestazione sportiva. E’ molto di più. E’ certo un rito collettivo, di massa grazie alle stracittadine che richiameranno sui quattro percorsi qualcosa come ventimila persone. Un esercito formato da donne, bambini, uomini, nonne e nonni che si troveranno a correre, camminare, idealmente mano nella mano. Sarà come se improvvisamente buona parte della nostra città fosse riunita sotto il segno dell’amore puro per lo sport, quello praticato, che non ha nulla a che vedere con i gradoni degli stadi, gli insulti e le botte che spesso condiscono gli appuntamenti calcistici di ogni categoria.
Padova deve amare la sua maratona. Lo deve fare ad ogni livello, perché ognuno di quei 42 chilometri e 195 metri rappresentano parecchio, dal punto di vista sociale, economico, culturale. In molti lo hanno capito. Date un’occhiata al prestigio degli sponsor e vi renderete conto di come alcune delle più importanti aziende padovane abbiamo investito quattrini e risorse umane. La maratona è un affare per tutti, per gli albergatori di Padova che hanno riempito i loro hotel; per i ristoranti, i negozi di souvenir e di tutto quanto fa regalo. Rendere sempre più partecipata la Sant’Antonio significa fare un investimento. In altre parti del mondo ci hanno creduto e hanno avuto ragione. Volete un esempio? Parigi, domenica scorsa. Alla partenza dai Champs Elysee eravamo in 57 mila. Appena una manciata di anni fa erano otto mila. Il singolo pettorale costava 150 euro. Moltiplicate per 57 mila e vi vengono fuori oltre 8 milioni e mezzo di euro. Certo, direte voi, il paragone Padova-Parigi è improponibile, ed è vero. Ma con le giuste proporzioni potrebbe diventare un affare anche qui. Imprenditori e politici ci devono credere. Lo ha fatto Assindustria Sport che da dodici anni ci butta anima e corpo, lo faranno le migliaia di volontari, di sanitari e di uomini dell’ordine che domenica presidieranno ogni metro del percorso.
Senza poi dimenticare che la magìa della maratona è contagiosa. Porta la gente alla voglia di fare sport, correre verso un sogno che conduce al benessere fisico e mentale. E’ semplice: una popolazione che fa sport regolarmente si ammala di meno, vive meglio e più a lungo, facendo risparmiare valanghe di ore lavoro e una montagna di quattrini anche al servizio sanitario nazionale. Per questo e tanti altri motivi che non bisogna disertare. Domenica infilatevi delle scarpette da ginnastica e venite anche voi alla festa della maratona Sant’Antonio. Si può iniziare da pochi chilometri. Basta esserci per poterlo poi raccontare con la goduria di essere protagonisti. E chissà se il prossimo anno dalla linea di partenza di Campodarsego non ci sarà un altro ex sedentario.
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