Marta la pattinatrice, stroncata dalla malattia a 14 anni

Scout e volontaria: l’adolescente di Conselve ha combattuto con coraggio tra l’affetto di familiari e compagni di scuola

CONSELVE. «Combattere è già una vittoria»: Marta e i suoi genitori avevano voluto fissare queste parole su una maglietta arancione, sormontata dalla scritta “Marta vinci!”, ripetuta più volte.

Basterebbe questa immagine per raccontare chi era Marta Vanzetto, una ragazza che ha affrontato la malattia con il sorriso sulle labbra, circondata dall’affetto della famiglia e degli amici. Un lungo abbraccio che non l’ha mai lasciata, fino alle ultime ore nel letto del reparto di Oncoematologia pediatrica di Padova, e che si ripete durante il funerale nel Duomo di Conselve.

Aveva appena 14 anni e da tre combatteva contro un linfoma. Per tre anni ha affrontato tutti i protocolli di cura e non si è mai persa d’animo. Accanto a lei i genitori Paolo e Barbara, insieme al fratello maggiore Diego.

Marta amava la vita e la natura, le piacevano lo sport e l’attività all’aria aperta, da vivere con gli amici. Ecco allora l’impegno con il gruppo Scout dell’Agesci di Conselve, ma anche con l’associazione Pattinatori di San Siro, frazione di Bagnoli.

Da giovane promessa dello sport era arrivata a conquistare anche un titolo provinciale, mentre l’impegno negli scout era nato sull’esempio della mamma e del nonno, attivi nel volontariato. L’anno scorso aveva concluso le medie e si era iscritta alle superiori ma, a causa dell’aggravarsi della malattia, non ha potuto frequentare le lezioni. I nuovi compagni di classe però hanno voluto conoscerla e l’hanno incontrata in ospedale.

Nel reparto di Oncoematologia di Padova era amata da tutti e lei ricambiava l’affetto con grandi sorrisi e voglia di vivere. Al suo fianco i genitori, sempre pronti a regalarle qualche momento di felicità fuori dall’ospedale, tra le montagne, in compagnia di Argo, l’inseparabile pastore tedesco. Fra i tanti ricordi il biglietto scritto da Marta per il compleanno della madre, l’estate scorsa: «Mamma ti voglio bene e ti ringrazio per tutto quello che fai per me. Non vedo l’ora che sia il tuo prossimo compleanno per farti ancora più felice».

«Una famiglia molto unita e speciale», afferma Chiara Girello Azzena, presidente di Team For Children, l’associazione che ogni giorno lavora al fianco dei medici con i bambini di Oncoematologia pediatrica.

«Marta aveva un sorriso contagioso e trasmetteva serenità. L’ho vista tante volte abbracciata alla mamma e al papà ricambiare con affetto baci e carezze. Ricordo le pizze domenicali organizzate dai genitori nella sua stanza, il rapporto speciale che aveva instaurato con il personale sanitario, i medici e gli altri bambini. Quando c’era da impegnarsi Marta non si tirava indietro e in più occasioni ci ha aiutato nei banchetti di raccolta fondi per l’associazione. Lei era così, dove è passata ha lasciato il segno».

Per questo stamattina tanti amici andranno a salutarla in Ospedale, a partire dalle 8, nella camera ardente allestita in via Cornaro. Nel pomeriggio, durante il funerale, alle 15 a Conselve, i volontari di “Team For Children” leggono una lettera aperta per Marta, per ricordarla così come l’hanno conosciuta. E proprio all’associazione la famiglia destinerà le offerte raccolte in occasione dell’ultimo saluto.

«Metteremo da parte la somma per un acquisto particolare e ben preciso» aggiunge Azzena «potrebbe essere uno strumento o dell’attrezzatura che ci permetta di ricordare Marta». Gli unici fiori che accompagneranno Marta saranno quelli dei genitori, insieme a un grande cuore preparato da “Team for Children” con i fiori di campo. Come sarebbe piaciuto a lei.

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