Maturità, a Padova polemica sulle feste con il Prosecco: «Basta sporcare fuori dalle scuole»
Al Valle e al Tito Livio spuntano i cartelli appesi dai bidelli: «Galateo e buona educazione anzitutto». E fuori dal Classico: «Imbrattare tutto di vino non è indice di molta maturità»

L’esame di maturità padovano, edizione 2026 con i suoi 7.438 candidati, passerà alla storia come il più caldo dal dopoguerra ad oggi, ma sarà ricordata anche come l’edizione più spumeggiante. Il riferimento è alle centinaia di bottiglie di Prosecco che vengono stappate dai familiari e dai compagni di classe ogni volta che un candidato termina l’esame orale e viene festeggiato all’uscita dalla scuola.
Di solito assieme ai mazzi di fiori di varie dimensioni, che vengono consegnati nelle mani del neo-maturo. In alcune scuole il vino stappato sull’atrio degli istituti superiori viene abbastanza tollerato senza creare problemi. In tante altre, invece, diventa oggetto di provvedimenti coercitivi.
La protesta dei bidelli
Tant’è che all’istituto Giovanni Valle, in via Tiziano Minio all’Arcella (dove è preside Enrico Cardillo), i bidelli, stanchi di pulire continuamente i resti dei continui festini degli studenti, hanno affisso un grande cartello con elencate le regole che studenti e i loro familiari devono seguire. «Per cortesia, stappare le bottiglie in fondo al piazzale e non davanti alla porta della scuola», è scritto in grande evidenza, «raccogliere i tappi di sughero e le gabbiette di ferro. Buttare le bottiglie nell’apposito contenitore per il vetro. Il piazzale non è un immondezzaio».
«Ormai stappare il Prosecco davanti all’ingresso della scuola è diventata una moda che supera quella dei mazzi di fiori», dicono i collaboratori scolastici, «Abbiamo calcolato che su dieci neodiplomati otto vengono accolti dai compagni di classe e dai familiari almeno con due bottiglie di prosecco che vengono stappate quasi sempre davanti all’ingresso. Nessuno vieta loro di brindare, ma a tutto c’è un limite. Galateo e buona educazione innanzitutto».
Le regole del Tito Livio
Anche all’ingresso del liceo classico Tito Livio (preside Luca Piccolo), che ha due entrate, una nell’omonima Riviera e l’altra in via Gaspara Stampa, è stato affisso un cartello simile: «I festeggiamenti devono limitarsi alle solo foto», è scritto sul cancello dello storico liceo, dove nel 1942 si è diplomato anche l’ex presidente della Repubblica Giorgio Napolitano. Nel cartello c’è anche un post scriptum: «Imbrattare tutto di Prosecco non è indice di molta maturità».
La gioia degli studenti
Ma, ormai, festeggiare la fine degli esami di Maturità con amici e parenti è diventata una tendenza che difficilmente farà marcia indietro. C’è anche la moda di farsi una foto di gruppo con le bottiglie in mano utilizzate come trofei prima di lasciare la scuola. Come gli 8 studenti immortalati mercoledì nel cortile del liceo delle Scienze umane Duca d’Aosta, in via del Santo: «Ma si, che non ci tolgano questa tradizione», hanno detto in coro, «Fa troppo caldo. Un buon prosecco ghiacciato è quello che ci vuole. I fiori appassiscono. Il prosecco, invece, ti rinfresca lo stomaco e ti dà quell’attimo di euforia, che ti fa subito dimenticare tutti gli sforzi che sono stati fatti per arrivare preparati agli esami di Maturità».
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