Maxi rissa fra immigrati, ancora paura in stazione

La notte scorsa una ventina di giovani si sono affrontati sotto il cavalcavia armati di bottiglie, decine le chiamate a carabinieri e polizia
FERRO - SCONTRI IN STAZIONE FERRO - SCONTRI IN STAZIONE
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PADOVA.Prima hanno rovesciato una campana per la raccolta del vetro, poi hanno impugnato le bottiglie come fossero clave colpendo a destra e a manca. Due fazioni, forse tre. Tunisini contro marocchini e algerini, una ventina di persone. Padova, stazione ferroviaria, mercoledì sera, ore 22: pugni, schizzi di sangue, cocci di bottiglia. È solo l’ultimo episodio in ordine di tempo, nel nuovo “Bronx” di Padova. Lì dove pendolari, residenti e commercianti continuano a cimentarsi nello slalom quotidiano tra droga, alcol e vite sorrette dagli espedienti. Mercoledì sera sono stati i residenti nel quadrante compreso tra corso del Popolo, via Cairoli e viale Codalunga a tempestare di telefonate le centrali operative di polizia e carabinieri, con il sottofondo delle urla degli immigrati feriti. Le pattuglie dell’Arma e della questura sono accorse con sirene e lampeggianti, sul posto però hanno trovato solo i “resti” del regolamento di conti.

In via Fra Eremitano c’erano i cassonetti ribaltati e nel boulevard cocci di bottiglie ovunque. Gli agenti della squadra volante hanno visto il fuggi fuggi generale in direzione di piazza De Gasperi e piazza Mazzini. In ospedale non si è presentato alcun ferito. Dunque non ci sono nomi e cognomi da associare a questa esplosione di violenza. Non si conosce neppure la causa scatenante. L’unica consapevolezza è che si tratta di una massa informe che grava su quell’area e che, puntualmente, torna a manifestarsi incontrollata. I motivi per cui esplode la violenza sono sempre gli stessi: lotta per il controllo del territorio, ripartizione delle zone dello spaccio, convivenza tra le diverse etnie, sgarri della vita da strada.

Episodi che, come confermano le forze dell’ordine, scoppiano quasi sempre alla fine del Ramadan. Il 19 luglio dello scorso anno è stata forse la giornata più critica con una cinquantina di immigrati a fronteggiarsi con bottiglie e coltelli, i pendolari atterriti, i residenti pietrificati, i baristi barricati all’interno dei locali. Un nigeriano è stato ferito alla giugulare: un trentenne tunisino voleva sgozzarlo. Tunisini contro nigeriani. Le due etnie hanno continuato per giorni con agguati anche a colpi di machete. In via Bixio un africano è stato quasi ammazzato. Le istituzioni fanno quel che possono. Da oltre un anno polizia, carabinieri, guardia di finanza e esercito si dividono il territorio giorno e notte e fanno le ronde in quella che è diventata la zona più degradata della città. Ma appena le pattuglie se ne vanno, il degrado prende il sopravvento e le bande tornano ad affrontarsi.

E i residenti? Fuggono. In via Cairoli ormai da anni è rimasto un solo cittadino italiano. Il problema è che ora stanno pensando di andarsene anche i cinesi. Degrado e disagio arrivano fino a corso del Popolo e piazza De Gasperi, dove gli abitanti sono giunti alla terza petizione in due mesi. Chiedono una soluzione, chiedono vivibilità, vogliono che il Comune li tuteli. Sono stanchi di fare lo slalom tra droga, alcol e vite sorrette da espedienti.

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