Maxi sequestro di droga nelle case Ater di Cadoneghe

Oltre 15 chili di eroina nella soffitta di un condominio di via Leopardi: arrestato un inquilino albanese incensurato
Il "sasso" di eroina confiscato
Il "sasso" di eroina confiscato

CADONEGHE. Un lavoro onesto. Un regolare permesso di soggiorno. Un’esistenza, all’apparenza normale e tranquilla, nell’appartamento di un condominio di proprietà dell’Ater di Padova situato a Cadoneghe in via Leopardi.

In soffitta “gli scheletri”: una maxi-partita di droga, oltre 15 chilogrammi di eroina di ottima qualità che, al dettaglio, vale 40 euro al grammo. In manette è finito un albanese di 56 anni, incensurato che risiedeva due piani al di sotto. Ieri pomeriggio il blitz messo a punto dalle forze dell’ordine, i carabinieri del Comando di Padova. Oltre al quantitativo di eroina, sequestrate anche cocaina (non ancora definita la quantità) e moltissima sostanza cosiddetta “da taglio”. E poi ancora recuperati guanti e mascherine utilizzati per il “taglio” e il confezionamento in dosi della sostanza stupefacente. Il 56enne, alle spalle nessun precedente penale, è stato trasferito in carcere: dovrà chiarire tanti aspetti di quell’inquietante ritrovamento che non è passato inosservato tra gli abitanti del quartiere residenziale, nonostante la discrezione delle forze dell’ordine rigorosamente in borghese. Forze che, da qualche giorno, tenevano sotto controllo la soffitta di uno dei due edifici dell’Ater (rispettivamente al civico 5 e 7).

L'arrestato
L'arrestato

Una soffitta comune situata, appunto, nel sottotetto del condominio accessibile a tutti gli inquilini. Chi poteva aver nascosto quel tesoro tanto prezioso quanto scottante e a rischio? Non restava che una possibilità: non perdere mai d’occhio la partita di eroina per risalire alla paternità della merce. Merce che vale circa 600 mila euro senza contare che, una volta tagliata, frutta tre volte tanto ai grossisti. Resta da capire se, in altre occasioni, sia stato utilizzato lo stesso nascondiglio. E, soprattutto, chi c’è dietro a quel 56enne albanese, intestatario del contratto di locazione con l’Ater. Bocce cucite sull’operazione coordinata dalla procura di Padova, guidata dal procuratore Matteo Stuccilli. Quello di ieri, comunque, è un altro duro colpo inferto dagli uomini dell’Arma ai trafficanti di morte. Il Padovano resta un crocevia importante nel traffico di droga che arriva dall’Olanda, ma anche (via mare e non solo) dall’Albania e dal confine italo-sloveno. Evidentemente quel sottotetto nel condominio Ater, in un quartiere tutto residenziale dove vivono moltissime famiglie, era considerato un nascondiglio sicuro. Nessuno avrebbe mai sospettato che, nell’edificio gestito da un ente pubblico, fosse nascosta droga del valore di migliaia di euro. Ma qualcosa è andato storto nel piano dei trafficanti.

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