Medici di famiglia, sciopero sospeso
Accordo con la Fimmg: meno burocrazia e ricettario rosso agli specialisti

MEDICI DI FAMIGLIA Sopra, una visita A sinistra, il presidente Domenico Crisarà
Hanno scioperato. E hanno vinto loro. La Regione Veneto si è impegnata a far rispettare le regole che lei stessa ha emanato: «sì» agli specialisti con il ricettario rosso, «sì» al Pronto soccorso che, dopo un'urgenza, redige il certificato di malattia, «stop» a medici di famiglia sommersi da chilometri di burocrazia. Ieri il vertice a palazzo Balbi, una riunione il cui esito ha convinto i medici di medicina generale ad abbassare l'ascia di guerra.
Così hanno sospeso le prossime date di sciopero, già calendarizzate. «Abbiamo ottenuto un risultato importante», ha affermato Domenico Crisarà, presidente della Fimmg (Federazione medici di medicina generale) padovana.
LE RICHIESTE.
«Chiedevamo che venisse applicata una normativa che già esiste», ha spiegato Crisarà, forte del traguardo raggiunto. «I medici di famiglia non sono gli scrivani degli specialisti e i pazienti non sono i loro fattorini», questo il motto degli scioperanti che, con soli due giorni di astensione dal lavoro (il 28 e 29 aprile) hanno messo sotto scacco la sanità padovana. «La Regione si è impegnata a far rispettare le regole: gli specialisti dovranno fare le prescrizioni su ricetta rossa e concorrere allo smaltimento della burocrazia di loro pertinenza, così come il Pronto soccorso». Dal braccio di ferro medici di famiglia-sanità regionale, i pazienti hanno ottenuto molteplici vantaggi: se lo specialista richiede un approfondimento, sarà lui a dover tirar fuori il ricettario compilando l'impegnativa. Basta alle prescrizioni su carta bianca «girate» al medico di famiglia. Il Pronto soccorso, dal canto proprio, firmerà ricette rosse per i propri pazienti che necessitino di prestazioni urgenti, tra cui i certificati di malattia.
SUMMIT IN REGIONE.
La due giorni di sciopero indetta dai medici di famiglia ha fatto scendere a miti consigli i vertici regionali della sanità. Ieri il confronto, sollecitato da mesi: al tavolo l'assessore alla Sanità Luca Coletto, il segretario Domenico Mantoan, i manager Adriano Cestrone (Azienda ospedaliera) e Fortunato Rao (Usl 16), poi i presidenti regionale e padovano della Fimmg, Lorenzo Adami e Domenico Crisarà. «Abbiamo ragionato con reciproca disponibilità - ha sottolineato Coletto - sulle problematiche poste all'attenzione dai medici di famiglia. Abbiamo così potuto condividere percorsi comuni che mirano ad agevolare il rapporto con il paziente e l'opportunità di costituire momenti di confronto preventivo sui temi che riguardano l'attività del medico di famiglia».
LA FIMMG.
I medici di famiglia sono soddisfatti del risultato, ma non abbassano la guardia. «Abbiamo ottenuto promesse importanti - ha affermato Crisarà - volte a migliorare il servizio che la sanità offre al cittadino, superando sterili divisioni». Sono stati istituiti due tavoli tecnici, regionale e provinciale, per monitorare se i buoni propositi si tradurranno in realtà: i medici di famiglia sospenderanno le date di sciopero. Per la revoca dello stato di agitazione, però, chiedono fatti. Non solo parole.
Riproduzione riservata © Il Mattino di Padova
Leggi anche
Video








