«Medicina generale, scippo del Bo a scapito dei medici ospedalieri»

Ricorso al Tar dell’Anaao contro la clinicizzazione dell’Unità, diretta da settembre dal professor Simioni
MARIAN - AGENZIA BIANCHI - PADOVA - ESTERNI OSPEDALE
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L’Università ha scippato l’Unità di Medicina generale all’ospedale. O, meglio, un professore universitario ricopre il ruolo di direttore che avrebbe dovuto essere di un ospedaliero. Questa l’accusa nel ricorso al Tar. Una storia tutt’altro che nuova a dire il vero, dato che la nomina a direttore del professor Paolo Simioni, presidente dell’Ordine dei Medici di Padova - che ha regolarmente superato la selezione - conferma quanto già avvenuto nei precedenti vent’anni quando il reparto era diretto dalla professoressa Giovannella Baggio. Secondo l’Anaao, sindacato degli ospedalieri guidato da Adriano Benazzato, c’è però qualcosa che scricchiola nella procedura con cui la Regione ha riconosciuto la Medicina generale come struttura a direzione universitaria “ad personam”. Nulla da ridire, sia chiaro, sul curriculum del professor Simioni. Sotto accusa c’è invece l’iter seguito. Sul caso è stato fatto ricorso al Tar.

delibere incriminate

A finire sul tavolo dei giudici amministrativi sono in particolare due delibere. La numero 1167 del 6 agosto della Giunta regionale con oggetto “Riconoscimento dell’Unità operativa complessa Medicina generale dell’Azienda ospedaliera Università di Padova quale struttura a direzione universitaria ad personam” e la numero 1047 del 29 agosto 2019 dell’Azienda ospedaliera con oggetto “Conferimento dell’incarico di direzione dell’Unità operativa complessa di medicina generale a personale universitario”. Due delibere che, secondo Anaao, cristallizzano il fenomeno di “clinicizzazione” di un reparto classificato come ospedaliero. Alla selezione per la direzione di Medicina generale si erano presentati in tre, tutti universitari, da qui la richiesta alla Regione di mettere sotto l’ala del Bo il reparto.

il ricorso

Il ricorso contesta il riconoscimento da parte della Regione di una struttura complessa già a conduzione ospedaliera, quale struttura a direzione universitaria, un atto amministrativo - la delibera regionale - che di fatto ha natura programmatoria; ma solo con una modifica dell’atto aziendale si può cambiare la natura di una Unità. «La decisione è gravemente pregiudizievole per gli ospedalieri lasciando intendere che solo mediante la clinicizzazione di un reparto vi sia una crescita della qualità delle prestazioni», si legge nel ricorso. Il richiamo è alla delibera laddove sostiene che la direzione universitaria rappresenta “un importante sviluppo delle attività di assistenza, cura e ricerca” e realizza “una più efficiente distribuzione delle risorse a fronte di più efficaci modelli di gestione”. Una motivazione che, per l’Anaao, implica un giudizio di disistima nei confronti degli ospedalieri. «Un pregiudizio ingiustificato e indimostrato sotto il profilo statistico e scientifico, che si traduce in una grave lesione dell’immagine dei medici ospedalieri». I quali vedono frustrate le loro legittime aspettative di carriera. —



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