Mele quotate a 3 centesimi al chilo: agricoltore di Merlara distrugge il raccolto

Protesta shock di un agricoltore di Merlara: distrutto un intero raccolto di mele il cui valore commerciale è ormai prossimo allo zero. «Non copriamo neppure le spese»

MERLARA. Mele a due centesimi al chilo, tanto vale distruggere il raccolto. Ed è proprio quello che hanno fatto, questa mattina, una cinquantina di imprenditori agricoli della Bassa Padovana. I produttori di ortofrutta della zona si sono riuniti nell’azienda agricola di Marcello Salandin, a Merlara, dando vita ad una manifestazione dall’alto tasso provocatorio: è stato distrutto un intero raccolto di mele, il cui valore commerciale è ormai prossimo allo zero.

«Si tratta di mele quotate in media 2-3 centesimi al chilo» denuncia Coldiretti Padova, promotrice dell’iniziativa «Con questi prezzi gli agricoltori non coprono nemmeno un terzo delle spese di raccolta, quindi le mele ormai mature vengono lasciate sugli alberi. Una parte verrà distrutta in diretta per denunciare uno scandalo tutto italiano, aggravato dall’ingresso indiscriminato e senza controlli di frutta straniera. In tempi di crisi per le famiglie, gli agricoltori - a causa delle distorsioni della filiera e di un mercato senza regole - non sono in grado nemmeno di staccare la frutta dagli alberi».

«L’anno scorso le mele andavano a 13-14 centesimi al chilo, con punte anche di 25 per le prime scelte» conferma Aimo Besaggio, capozona Coldiretti per il Montagnanese «Anche l’anno prima i prezzi erano stati positivi, o almeno erano bastati a coprire le spese di produzione. Quest’anno le condizioni meteo poco favorevole e poi l’embargo russo ci hanno messo in ginocchio. E il discorso vale per l’intero settore ortofrutticolo: in quest’estate si sono salvati solo i meloni, mentre abbiamo accusato pesanti perdite per mele, pere, pesche e frutta in genere». Chiude Besaggio: «Eppure basta entrare in un qualsiasi supermercato, anche qui in zona, e difficilmente si riesce a comprare un chilo di mele a meno di 2 euro. A rimetterci, guarda caso, ci siamo sempre noi».

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