Mercatone Uno chiede il concordato: a rischio 220 posti di lavori in Veneto

Rischiano il posto 220 lavoratori dei punti vendita di Noventa, Tribano, Curtarolo, Castelfranco e Occhiobello
Tribano, 14/11/12.Operaio addetto a posizionare decorazioni natalizie cade dal tetto del Mercatone Uno precipitando sugli scaffali.Nella foto: l'esterno del negolzio.ph. Zangirolami
Tribano, 14/11/12.Operaio addetto a posizionare decorazioni natalizie cade dal tetto del Mercatone Uno precipitando sugli scaffali.Nella foto: l'esterno del negolzio.ph. Zangirolami

PADOVA. Mercatone Uno, la società con sede a Imola, in provincia di Bologna, fondata a cavallo degli anni '70 e '80, dall'imprenditore Romano Cenni, attualmente con 3.500 dipendenti, dislocati in 79 punti vendita presenti in quasi tutte le regioni della penisola, ex sponsor nel ciclismo, in particolare di quel Marco Pantani che infiammò tutti gli appassionati europei, ha chiesto al tribunale del capoluogo dell'Emilia-Romagna il concordato preventivo in bianco. A questo punto, anche nel Veneto, sono a rischio o posti di lavoro, 221, in gran parte donne, occupate, spesso da oltre 20 anni, nei vari punti vendita della provincia di Padova e nello specifico di Noventa ( 57 dipendenti), Tribano ( 29), Curtarolo ( 43), della provincia di Treviso, a Castelfranco, in via Circonvallazione Est, dove lavorano 41 persone e della provincia di Rovigo, dove, ad Occhiobello, lavorano 57 dipendenti.

Nel conto bisogna mettere anche quelli che erano occupati nel supermercato non alimentare di Valli di Chioggia, in provincia di Venezia, chiuso da un anno ed i 36 dipendenti del Mercatone Uno di Sacile (Pordenone), dove si recano a fare shopping di mobili e di elettrodomestici anche tantissimi clienti che abitano nella limitrofa provincia di Treviso, tra coneglianese e opitergino.

La notizia del futuro incerto per i 3500 dipendenti del Mercatone Uno è stata data dai sindacati di categoria Fisascat-Cisl, Filcams-Cgil ed Uiltucs -Uil, sia a livello nazionale che regionale, che già ben conoscevano la situazione di crisi in cui versava il gruppo emiliano. Non a caso già oggi numerosi lavoratori di alcuni punti vendita sono passatri attraverso la cassa integrazione straordinaria, oppure sono stati coinvolti in contratti di solidarietà.

«Nonostante tale premessa, la notizia della richiesta di concordato preventivo al Tribunale di Bologna perché i conti non tornano, ci ha colti di sorpresa» sottolinea Fabio Paternicò, della Uil di categoria «In tutti i modi noi del sindacato faremo il possibile per tutelare i posti di lavoro. Solo nel Veneto 221 posti, di questi tempi, non sono pochi». Da parte sua il gruppo di Imola ha fatto sapere che sarebbero numerose le società disponibili ad acquisire il Mercatone Uno attraverso cessioni di rami d'azienda.

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