Messa del vescovo in Zip: «Chi perde il lavoro abbia speranza»

Messa in zona industriale del vescovo Mattiazzo che accusa anche la politica: «Ristabiliremo il fondo di solidarietà per i disoccupati, no ai giochi d’azzardo»
BARSOTTI - MESSA VESCOVO IN ZONA INDUSTRIALE
BARSOTTI - MESSA VESCOVO IN ZONA INDUSTRIALE

PADOVA. «Ci troviamo ad affrontare l’emergenza del lavoro per colpa della crisi globale, ma anche di quella politica. Come chiesa non abbiamo competenze che spettano a chi ci governa, ma abbiamo la preghiera da invocare per chi è disoccupato». Il vescovo di Padova, Antonio Mattiazzo dà una strigliata anche al mondo politico durante l’omelia della veglia di preghiera che si è svolta ieri nel cuore della zona industriale della città, nella cappella dedicata proprio a San Giuseppe lavoratore.

«Il lavoro è fondamentale per la persona» ha aggiunto monsignor Mattiazzo «ne determina la dignità e lo sviluppo, gli permette di mantenere una famiglia, ha una grande dimensione, chi ha responsabilità si impegni per crearlo. Ne consegue che la disoccupazione è altrettanto grave ed è dimostrato da chi, purtroppo, arriva a togliersi la vita per problemi legati all’occupazione». La celebrazione è iniziata all’esterno della cappella proprio con il ricordo delle persone cadute di recente sul posto di lavoro. Il vescovo si è detto vicino alla comunità di Baone, presente con il parroco e una delegazione di persone disoccupate. Ha anche espresso la sua vicinanza e quella dell’intera chiesa, a tutti i lavoratori e in particolare a quelli che stanno vivendo dei momenti di tensione e di scoramento.

Ha ricordato l’equipe della Diocesi sempre presente proprio in zona industriale a dare sostegno alle persone in difficoltà. «La chiesa ha il compito della solidarietà e la Caritas è sempre presente e vicina a chi è in difficoltà» ha aggiunto «Il fondo straordinario di solidarietà, creato tra la diocesi e la Fondazione Cariparo ha già aiutato più di mille famiglie. Si è esaurito ma stiamo tentando di ricostituirlo. A chi vive momenti di scoramento ricordiamo che Dio ha l’esperienza del lavoro ed era figlio di un falegname. Quando diciamo “Dacci oggi il nostro pane quotidiano” sappiamo che lo si guadagna con il lavoro onesto e non giocando al Superenalotto e ai giochi d’azzardo. In tutte le occupazioni, che devono essere al servizio della persona, ci dev’essere l’etica e la spiritualità, no al profitto ad ogni costo».

Il vescovo ha chiuso dicendo che chi ha perso o perde il lavoro deve sempre avere la fiducia e la speranza, non ci si deve sentire soli e abbandonati, «siamo tutti vicini alle persone in difficoltà». Erano presenti alla veglia alcune centinaia di persone, tra loro il vice sindaco Ivo Rossi, il consigliere regionale Claudio Sinigaglia, l’ex senatore Maurizio Saia, Amedeo Levorato di Aps, e Andrea Castagna della Cgil. «La preghiera non risolverà magicamente i problemi ma aiuterà a non perdere la speranza» aveva scritto Mattiazzo nell’invito a presenziare alla veglia.

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