Messo in produzione il terreno intorno all’ex seminario

SELVAZZANO. Presto saranno le pannocchie (mais da polenta bianca, dicono i bene informati) a fare da cornice al complesso chiuso da decenni dell’ex seminario minore di Tencarola. Da alcuni giorni sull’area che è di proprietà dell’Ente Seminario, dove in base al protocollo d’intesa sottoscritto alla fine del 2011 dal Comune e dall’Immobiliare Trifoglio spa dovrebbero sorgere dei fabbricati a uso residenziale e commerciale, stanno lavorando i trattori di un terzista. Il terreno dopo una profonda aratura è quasi pronto per la semina. È la prima volta da quando è cessata l’attività di scuola di formazione per sacerdoti che sui terreni intorno al complesso si coltiva. La superficie interessata si aggira sui 10 ettari. Si tratta dell’area che confina con via Sant’Antonio dove una volta c’erano gli impianti sportivi usati dai seminaristi e dell’appezzamento a nord del fabbricato adiacente al parcheggio del nuovo supermercato Alì. I residenti di via Sant’Antonio, che attendono da decenni che si trovi una soluzione che metta fine una volta per tutte al degrado e alla paura, non vedono di buon occhio la decisione di produrre granturco. «Ci manca che costruiscano un nascondiglio per i clandestini» affermano preoccupati i confinanti, «le piante di mais crescono fino a più di due metri, chi li scova più là in mezzo? Nonostante sia stato eseguito un grosso intervento di pulizia dalle ramaglie e dai rovi, di notte si vedono persone aggirarsi nella struttura. Speriamo decidano di seminare soia almeno così per le forze dell’ordine tenere sotto controllo l’area sarà più facile». La notizia che quella superficie sarebbe stata coltivata a mais, circa un mese fa aveva fatto inorridire Maurizio Bari, lo psicologo padovano che aveva scritto a papa Francesco affinché intervenisse per risolvere la questione dell’abbandono dell’ex seminario. Lettera che pare non abbia avuto, almeno per il momento, alcuna risposta. «Coltivare mais è come mettere la polvere sotto il tappeto: occhio non vede, cuor non duole» scrive Bari sul suo profilo facebook. «Sul fronte dell’accordo tra l’Ente Semiario e l’Immobiliare Trifoglio spa per la cessione dell’area non abbiamo notizie da molto tempo» dicono in comune, «sappiamo che il preliminare tra le parti era stato sottoscritto, mancava il rogito dal notaio». L’attenzione del Comune di Selvazzano sull’immobile si è concentrata di recente con un accertamento Imu di quasi 400 mila euro. Richiesta verso la quale il Seminario Vescovile ha inoltrato ricorso alla commissione tributaria provinciale. Il provvedimento verrà discusso a giugno, dopo le amministrative.
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