Meteoriti caduti in Russia, Padova progetta lo «scudo spaziale»

PADOVA. Una sorta di «scudo spaziale» per intercettare e distruggere i meteoriti prima che cadano sulla terra. Il caso della pioggia di meteoriti che in Russia hanno provocato quasi mille feriti riaccende l’attenzione su un ambizioso progetto portato avanti dal Cisas di Padova:il Centro interdipartimentale di studi e attività spaziali, diretto dal professor Piero Benvenuti. Il progetto è stato presentato dall’ateneo padovano in risposta a un bando europeo ed ha una doppia valenza:da un lato vuole risolvere il problema della spazzatura spaziale, pezzi di razzo o satelliti che girano beati nello spazio; dall'altra studiare un metodo efficace per intercettare e rispedire al mittente eventuali asteroidi pronti a impattare sulla Terra.
I planetoidi più grandi sono stati censiti, i più piccoli non impensieriscono gli scienziati, ma quelli di medie dimensioni potrebbero far capolino senza alcun annuncio. Ecco perché il Cisas sta sfruttando tutta l'esperienza maturata in decenni di studi per mettere a punto dispositivi in grado di far fronte a un possibile asteroide diretto verso il nostro pianeta.
In realtà il «call europeo» chiede di proporre soluzioni per risolvere il problema dell'immondizia spaziale. Ma la questione meteoriti oggi riprende assolutamente importanza: «Parliamo di dimensioni diverse, i rifiuti spaziali hanno un ordine di grandezza di una decina di metri, gli asteroidi hanno una massa e una misura differente, ma i dispositivi che stiamo studiando potranno avere un'applicazione anche per far fronte agli asteroidi - ha spiegato Piero Benvenuti in un approfondimento del mattino di Padova realizzato qualche settimana fa - Attualmente i più grandi, censiti, non destano preoccupazione». Ma c'è una classe di planetoidi di media dimensione che potrebbe apparire senza farsi annunciare troppo. Ecco perché il Cisas ha deciso di studiare dispositivi a doppia valenza».
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