«Mi hanno sequestrato il cane dopo l’incidente stradale»

PADOVA. È andata dall’avvocato per presentare denuncia sia contro i vigili che contro il servizio veterinario dell’Usl 16 perché avrebbero sequestrato la sua cagnetta meticcia, Lady, di nove anni, dopo che lei domenica pomeriggio è rimasta vittima di un incidente stradale alla Guizza.
«Intorno alle 16i, con la mia Opel Corsa, sono andata a sbattere contro la recinzione di un cantiere di lavori in corso» spiega Doina Sandu, nata a Bucarest, da vent’anni in Italia, cassiera in un supermercato. «Sono finita fuori strada, ma niente di grave. Sono intervenuti i vigili, che hanno chiamato anche un’ambulanza, con la quale sono stata accompagnata al pronto soccorso dell’ospedale. Mi hanno messo il collare, ma non mi hanno diagnosticato nulla di preoccupante. All’improvviso, però, mi sono resa conto che in macchina c’era anche la mia amatissima Lady. Mi sono subito informata dove fosse stata portata dai vigili e, con mia grande sorpresa, mi hanno comunicato che era stata subito sequestrata ed accompagnata nel canile del servizio veterinario dell’Usl 16. Il mio cane è cardiopatico ed ha bisogno continuo di farmaci, così mi sono recata all’ingresso del canile. Sia per cercare di riavere Lady che, in alternativa, di farle dare le medicine dai custodi temporanei. Ebbene, sono stata trattata in modo sgarbato anche perché nei weekend non è possibile ritirare gli animali. Non ho dormito tutta la notte per paura che la mia cagnetta potesse fare una brutta fine. Ieri mattina, finalmente, sono andata a riprendermi Lady. Ma questa storia non finirà qui. Sto studiando con un’avvocatessa se presentare denuncia formale alla Procura».
Immediata la risposta dell’Usl. «Alle 16 di domenica siamo intervenuti noi del servizio sanitario solo per fare un favore ai vigili» osserva Aldo Costa, responsabile del servizio veterinario, «non è vero che abbiamo sottoposto a sequestro il cane. Anzi abbiamo evitato che l’animale restasse attaccato ad un palo, in mezzo ad una strada, lontano dalla sua padrona. Non è vero che non abbiamo voluto somministrare a Lady le medicine che lei ci aveva consigliato per telefono. Non lo abbiamo fatto perché i farmaci non erano quelli giusti, riservati agi animali, ma erano solo per uso umano. Comunque il cane non ha rischiato la vita e la signora non dovrà pagare niente».
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