«Mio figlio di nuovo in aula con l’ok scritto del sindaco»

I genitori della De Amicis infuriati minacciano di lasciare a casa i ragazzini se non ci sarà la certificazione del Comune. Plauso alla dirigente: «Ci ha informati uno per uno»
BARON - AGENZIA BIANCHI - PADOVA - SCUOLA DE AMICIS , VIA CITOLO DA PERUGIA 6, CROLLA UN SOFFITTO INTERO DI UN'AULA
BARON - AGENZIA BIANCHI - PADOVA - SCUOLA DE AMICIS , VIA CITOLO DA PERUGIA 6, CROLLA UN SOFFITTO INTERO DI UN'AULA

PADOVA. «Mio figlio non metterà più piede nella scuola Edmondo De Amicis finché non vedrò una nota scritta e firmata dall’assessore all’Edilizia pubblica, o meglio ancora dal sindaco Massimo Bitonci, che mi assicuri non ci siano pericoli, di crollo, di sollecitazioni o di qualsiasi diavoleria sia accaduta oggi». A parlare è un papà, avvocato, comprensibilmente agitato e arrabbiato per il crollo avvenuto lunedì mattina alla scuola elementare di via Citolo da Perugia.

Lunedì pomeriggio, all’uscita di scuola, intorno alle 16, i genitori erano divisi tra rabbia e preoccupazione. Una mano ad accarezzare il figlio e l’altra a gesticolare contro mezzo mondo: contro la ditta che ha fatto gli ultimi lavori da un lato e contro l’amministrazione che non ha controllato a dovere, che non ha verificato, che non si è preoccupata della sicurezza dei loro bambini dall’altro.

L’unica a riscuotere la fiducia e la stima dei genitori è la dirigente scolastica Lucia Marcuzzi: «Ha fatto esattamente quello che una mamma si aspetta da una scuola intelligente e attenta», spiega per tutti una giovane signora, «la preside infatti, appena accaduto il fatto, ci ha chiamati tutti, uno per uno, per spiegarci che i nostri figli, prima di tutto, stavano bene e, quindi, per riferirci cosa era accaduto. Non l’abbiamo saputo né per il passaparola, né per aver letto i siti dei giornali, né per sentito dire. Questo rinsalda la fiducia verso la preside e verso le insegnanti che hanno saputo rasserenare i nostri bambini».

Loro, i piccoli, tra zaini un po’ disordinati perché gli operai del Comune (intervenuti a verificare i danni e la staticità del soffitto) hanno cercato di sistemare alla meno peggio diari, quaderni e materiale scolastico recuperato sotto i pannelli precipitati e i calcinacci che ricoprivano banchi e pavimento della classe quinta, si sono goduti affetto e coccole dopo il grande spavento.

«Dobbiamo andare tutti a ringraziare il Santo», aggiunge una mamma, «perché oggi i nostri figli stanno bene per miracolo. Ma avrei voluto che qualcuno dei politici che siedono a Palazzo Moroni fosse qui, fra di noi, a dirci cosa è accaduto perché un bambino, in questa città, può uscire da casa per andare a scuola e trovarsi sotto un cumulo di macerie. È inaccettabile».

Scuola vetusta? «Fandonie», si scaldano i genitori, «non esistono scuole vecchie o giovani, ma scuole agibili e allora sicure o scuole inagibili e conseguentemente non frequentabili. Qui il pericolo vero l’hanno corso i nostri bambini e dovremmo indignarci e andare fino in fondo».

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