Monito di don Marco «La bocciatura è come il peccato»

Nuovo cartellone affisso davanti alla chiesa di Rustega Un messaggio rivolto ai ragazzi e alle loro famiglie
SPINEA: DON MARCO PARROCO DI SANTA BERTILLA 21/10/05 © L. P˜rcile
SPINEA: DON MARCO PARROCO DI SANTA BERTILLA 21/10/05 © L. P˜rcile

CAMPOSAMPIERO. Finisce l’anno scolastico ed arriva la nuova sferzata di don Marco Scattolon. “Bocciato = Peccato. Provvedi!”. Questo l’invito esplicito del parroco di Rustega e Fossalta affisso di fronte all’ingresso della chiesa e rivolto a quanti hanno perso l’anno scolastico. Anticipato dalla consueta cartolina settimanale, intitolata “Caro bocciato”, il cartellone parrocchiale campeggia da venerdì scorso come monito per i ragazzi bocciati. «Non si può far passare una bocciatura come un fatto normale. Perdere un anno di scuola è una cosa grave» spiega don Marco, che già si è fatto segnalare nei mesi scorsi per le sue battaglie contro le aperture domenicali dei centri commerciali, con i richiami alla confessione e all’accoglienza dei poveri. «Vedo qui in parrocchia tanti giovani che si impegnano nel Grest e nelle attività estive con spirito di sacrificio, altruismo e collaborazione. Qualcuno però mi dice che è stato bocciato a scuola per cui mi chiedo: come è possibile?». Lo stesso impegno secondo don Marco Scattolon, 66 anni, originario di Piombino Dese, arrivato a Rustega nel settembre scorso dopo oltre 20 anni di servizio nella parrocchia di Spinea, deve essere dedicato agli studi nel corso di tutto l’anno. «Come un ragazzo viene a confessare un peccato così deve prendere coscienza che perdere un anno è grave e deve provvedere con maggior impegno, dedizione e concentrazione negli studi. La differenza però è che, se a una bestemmia si pone rimedio con una confessione, un anno perso non torna più indietro. È perso per sempre e un giovane oggi non può considerare questo fatto come un incidente di percorso, altrimenti si abitua alla pigrizia, allo scarso impegno e non impara a prendersi le proprie responsabilità». Una sferzata delle sue, quella di don Marco, che ricorda come «lo studio, la conoscenza e la crescita culturale devono andare di pari passo con l’educazione cristiana nella formazione di un giovane».

Un invito che suona come un monito anche ai genitori a seguire con maggiore attenzione i figli garantendo loro maggior presenza e che sta facendo discutere la frazione di Camposampiero. «Giusto equiparare la bocciatura al peccato?». Secondo don Marco, sì.

Francesco Zuanon

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