Monselice, aperto il centro studi nell’eremo: «Incontro tra storia e natura»

A Monselice nasce il Centro studi Eremo di Santa Domenica sul Monte Ricco: spazio dedicato a cultura, natura e ricerca, con la biblioteca dello storico Roberto Valandro

Giada Zandonà
Inaugurazione Centro Studi all’eremo di Santa Domenica sul Monte Ricco a Monselice
Inaugurazione Centro Studi all’eremo di Santa Domenica sul Monte Ricco a Monselice

È stato inaugurato ieri il Centro studi Eremo di Santa Domenica “Natura cultura scoperta” sul Monte Ricco. Un nuovo spazio che si inserisce nel percorso di valorizzazione del complesso e che custodisce anche la preziosa biblioteca dello storico Roberto Valandro, donata alla collettività dopo una vita di studi e ricerche.

Un tassello in più per continuare la trasformazione del luogo in un polo dedicato alla cultura, allo studio e al rapporto con la natura, con uno sguardo rivolto ai giovani e alle nuove generazioni chiamate a rileggere e abitare il territorio.

All’inaugurazione erano presenti le studentesse e gli studenti dell’istituto Kennedy, gli scout, i rappresentanti dell’Università di Padova, del Comune di Monselice, la consigliera regionale Giorgia Bedin e il proprietario del complesso del Monte Ricco, Angelo Mandato.

Una partecipazione che ha restituito l’idea di un progetto capace di mettere in rete istituzioni, scuola e realtà associative che ruotano attorno a un punto: l’eremo è un luogo della memoria per i monselicensi e uno spazio da che deve diventare punto di incontro tra storia, natura, formazione e ricerca. «Questo è un percorso iniziato molti anni fa», ha ricordato il gestore del complesso Carlo Bovo. «Come i tornanti del monte Ricco, ci porta a guardare sempre più in alto.

Lavoriamo a questo progetto dal 2005 e oggi riusciamo a valorizzare il colle in modo concreto e attuale, rendendolo uno spazio vivo e aperto».

Un progetto che affonda le radici nella storia, documentata fin dal 1203, data riportata anche nel logo e legata al primo insediamento di una comunità di frati. Un patrimonio raccontato nel libro “Viaggio attorno al monte Ricco. Il passato e il domani”, con fotografie di Donata Previato, nato dall’impegno di Valandro: «Questo monte è un universo. Come un personaggio che mi osservava dall’alto e attendeva di essere raccontato. Coinvolgere i giovani, in queste attività sul colle significa anche condividere in modo democratico conoscenza e possibilità di ricerca. Ho lavorato due anni a questo libro per restituire il monte da ogni punto di vista, da quello geologico alle storie».

La mattinata è stata intervallata da diversi interventi, tra cui quello del docente Lucio Montecchio, che ha posto l’attenzione sul valore della natura come elemento centrale non solo dal punto di vista ambientale, ma anche educativo e culturale. Sul monte Ricco stanno intanto prendendo forma nuove iniziative, come la pulizia della vernice segnaletica dei tornanti e la prossima installazione di pannelli informativi dedicati alla storia e all’ambiente del territorio.

L’eremo ospita da oltre un anno attività con studenti di scuole, accademie euniversità, con l’obiettivo di ampliare con altri enti e istituti le occasioni di studio, ricerca e divulgazione. 

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