Sette chiesette chiuse a Monselice, ad aprire arriva il neo sindaco

La Regione non garantisce il servizio il sabato per carenza di personale, il primo cittadino Franco Ennio alle 8.45 pronto per aprire il sito a cittadini, pellegrini e turisti

Giada Zandonà
Il sindaco Franco Ennio provvede all’apertura del percorso
Il sindaco Franco Ennio provvede all’apertura del percorso

Per la prima volta dopo decenni, sabato mattina 13 giugno il cancello che conduce alle Sette Chiesette a Monselice è rimasto chiuso. A riaprire l’accesso al percorso giubilare non è stato un custode, ma il neosindaco Franco Ennio, a meno di una settimana dalla sua elezione: alle 8.45 era con le chiavi in mano davanti alla Porta Romana per garantire la fruizione dei beni a cittadini, pellegrini e turisti. Una scena tanto insolita quanto simbolica. Da una parte del cancello il nuovo primo cittadino del centrosinistra, dall’altra parte una comunicazione arrivata meno di 48 ore prima.

All’origine della vicenda c’è appunto una mail inviata da Veneto Edifici Monumentali alla parrocchia del Duomo, proprietaria delle Sette Chiesette, con il sindaco messo in copia. Nella nota la società regionale proprietaria del complesso monumentale della Rocca annunciava che, a partire da sabato, non avrebbe più garantito l’apertura e la chiusura della Porta Romana a causa della carenza di personale e della necessità di assicurare le turnazioni per ferie.

Tradotto: da un giorno all’altro veniva sospeso un servizio che da decenni consentiva l’accesso a uno dei luoghi più visitati della città. Una decisione che ha colto di sorpresa sia la parrocchia sia il nuovo sindaco e che assume contorni ancora più paradossali se si considera che, poche settimane fa, la Regione aveva celebrato l’arrivo in elicottero della nuova scala del Mastio, destinata a restituire l’accesso a uno dei simboli di Monselice, A distanza di pochi giorni, lo stesso ente chiude la porta d’accesso al percorso giubilare.

Così il neosindaco con un gesto pratico, ma anche inevitabilmente politico, ha scelto di agire in prima persona: «Non si può privare la cittadinanza e i turisti della possibilità di accedere alle Sette Chiesette e al santuario di San Giorgio», spiega Ennio. «Per questo mi sono assunto personalmente la responsabilità di aprire e chiudere il cancello fino a quando non sarà individuata una soluzione. Una situazione del genere avrebbe richiesto una programmazione. È singolare che una comunicazione di questo tipo sia arrivata con così poche ore di preavviso».

Sorpresa e amarezza emergono anche dalle parole del parroco don Paolo Marzellan: «È più di quarant’anni che quella porta viene aperta da chi gestisce il Colle. La comunicazione è arrivata all’improvviso, senza un confronto, ci siamo trovati davanti al fatto compiuto». Il sacerdote ricorda come la comunità sia già impegnata nell’apertura delle chiese e nell’accoglienza dei pellegrini, oltre che nella campagna per candidare le Sette Chiesette ai Luoghi del Cuore del Fai. «Si tratta di un bene che appartiene alla storia e all’identità di tutti. Non capisco perché una consuetudine consolidata da decenni debba interrompersi da un giorno all’altro».

Dietro l’episodio affiora anche un problema di governance. Il mandato dell’amministratore unico di Veneto Edifici Monumentali, Aldo Rozzi Marin, è scaduto a fine del 2025 e il nuovo vertice non è ancora stato nominato.

Un vuoto decisionale che ricorda altre recenti situazioni regionali, come il commissariamento del Parco Colli, dove l’assenza di una guida politica stabile ha alimentato incertezze e rallentamenti.

 

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