Montagnana, nel pc del Comune spuntano foto e video porno

Il vicesindaco Veronese denuncia il fatto ai carabinieri puntando il dito sul predecessore Arzenton. Secca la replica: «Non c’entro niente, lo denuncio» 

MONTAGNANA. Il nome della cartella è “2015-08-27” . Dentro c’è un po’di tutto: immagini di cantieri, segnali stradali, foto di gruppo, immagini profilo, scatti privati di vita familiare.

E poi qualche centinaio di foto a sfondo pornografico, accompagnate anche da numerosi video. Nulla di strano - i computer personali custodiscono cartelle come queste - non fosse che i file in questione sono stati recuperati all’interno di un computer fisso del municipio.

Precisamente in quello della stanza del vicesindaco. A denunciarlo è proprio l’attuale vicesindaco Beniamino Veronese, che non si è limitato a rendere nota la faccenda: con un esposto dello scorso 27 maggio ha denunciato il ritrovamento ai carabinieri di Montagnana, chiedendo all’autorità anche di verificare eventuali violazioni penali. «Il computer è quello precedentemente usato dall’ex vicesindaco Claudio Arzenton», denuncia Veronese. «Nella cartella “2015-08-27” , erano celati 4. 739 file, di cui alcuni con immagini e filmati a sfondo sessuale e pornografico».

L’ultima modifica della cartella è proprio del 27 agosto 2015. Veronese si è accorto di questi file tre mesi fa, ma ha deciso solo in questi giorni di rivolgersi alle forze dell’ordine, sottolineando chiaramente quella che per lui è la paternità dei file incriminati, ossia di Arzenton.

 «L’ho fatto per tutelare la mia persona, visto che non vorrei mai venisse attribuito a me l’uso improprio del dispositivo comunale. E poi l’ho fatto perché auspico che le autorità effettuino le opportune verifiche sull’eventuale ipotesi di violazioni penali derivati dall’improprio utilizzo di apparecchiature del Comune».

Pare abbastanza evidente che quella cartella sia il frutto di un backup della memoria di un cellulare, abbandonata con leggerezza nel pc dell’ente comunale.

Arzenton, oggi all’opposizione, entra di striscio nel merito della questione ma accusa fortemente l’iniziativa diffamatoria di Veronese.

«Si tratta di un pc di libero accesso in cui era possibile inserire qualsiasi cosa: non si capisce pertanto il motivo che ha spinto l’attuale vicesindaco a denunciare alle autorità un fatto privo di qualsivoglia rilevanza penale, la cui paternità è tutta da accertare e di cui mi ritengo totalmente estraneo. È evidente che l’unico intento di Veronese è di natura diffamatoria».

Arzenton critica inoltre la volontà di rendere pubblica la questione dimostrata dal leghista Veronese: «Il rendere nota una denuncia per fatti privi di rilevanza penale, il cui fondamento e la cui realtà e veridicità sono tutti da accertare, non può che nascondere la chiara intenzione di arrecare un danno alla mia immagine di uomo, padre, marito e professionista.

L’unica rilevanza penale è da ravvisarsi proprio nella condotta di Veronese e per questo ho già incaricato il mio legale duid enunciarlo per diffamazione». Arzenton inoltre si chiede come mai questa denuncia sia stata depositata ad oltre un anno dall’insediamento.

 «Forse sto dando troppo fastidio nello svolgimento della mia attività di opposizione, che comunque non si arresterà».

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