Cinghiali, raid al ristorante Miravalle. Il titolare: «Ora siamo preoccupati»
Gian Pietro Bano ha visto compromesso il lavoro di mesi: «Con queste temperature elevate e la siccità di questo periodo è possibile che cercassero proprio una fonte dove bere»

Un vero e proprio raid notturno quello messo a segno dai cinghiali al ristorante Miravalle di Turri di Montegrotto Terme, nella zona di viale della Croce Rossa, all’angolo con via Fermi.
Nella notte tra lunedì 27 e martedì 28 luglio gli ungulati sono entrati in azione e hanno completamente “arato” in più punti il giardino d’ingresso del locale, arrivando fino alla zona estiva del ristorante.
Un episodio mai accaduto prima e che ora mette in allarme i proprietari e i residenti della zona.
Il racconto
A raccontare quanto successo è il titolare del Miravalle, nonché assessore ai lavori pubblici di Abano Terme, Gian Pietro Bano. «Non era mai successo nulla di simile. Sono entrati durante la notte e hanno sollevato il terreno in diversi punti del giardino. Hanno lavorato con il muso, probabilmente alla ricerca di acqua, perché quella zona è sempre molto ben irrigata. Con queste temperature elevate e la siccità di questo periodo è possibile che cercassero proprio una fonte dove bere».
I cinghiali, dopo aver devastato il giardino, si sarebbero poi spostati attraversando viale della Croce Rossa, dirigendosi probabilmente verso il vicino canale che scorre nella zona, un altro possibile punto dove trovare acqua. «La cosa ci preoccupa molto», spiega Bano, «perché è la prima volta che accade una cosa del genere. Evidentemente questi animali stanno scendendo dai Colli alla ricerca di cibo e acqua. Speriamo davvero che non si ripeta, perché un episodio simile ci mette in allarme».
Uva e vigneti
Un dettaglio curioso riguarda il vigneto vicino al ristorante: in questo caso le viti non sono state danneggiate dal passaggio degli ungulati. «I cinghiali cercano soprattutto l’uva matura», racconta Bano, «perché è dolce e rappresenta una fonte di nutrimento molto appetibile. In quella zona probabilmente l’uva non era ancora pronta e quindi non è stata presa di mira».
Altri vigneti erano stati tuttavia presi di mira nei giorni scorsi. I cinghiali, scesi dal colle di Villa Draghi, sono entrati in azione in un vigneto poco distante, di proprietà dell’agricoltore Francesco Polato provocando un danno pesante: in questo caso, infatti, gli animali hanno puntato direttamente sull’uva matura, in particolare sul Moscato giallo, il vitigno dal quale nasce il Fior d’Arancio dei Colli Euganei.
«Sono andati proprio dove l’uva era più avanti», racconta Polato, «perché il frutto maturo è più dolce e quindi più ricercato dai cinghiali. Gli altri vigneti della zona non sono stati toccati perché l’uva era ancora indietro».
Per l’agricoltore resta la forte amarezza di vedere il lavoro di mesi compromesso. «Quando arrivi e trovi il vigneto danneggiato è una grande delusione. Noi lavoriamo tutto l’anno per arrivare alla vendemmia e poi basta una notte per avere problemi importanti. I cinghiali ormai si stanno avvicinando sempre di più alle zone abitate e agricole».
Il nodo abbattimenti
Dietro agli episodi delle ultime settimane c’è anche il tema della crescita della popolazione dei cinghiali sui Colli Euganei. Un problema legato alla loro capacità di riprodursi rapidamente e alla difficoltà di contenere il numero degli animali presenti sul territorio.
Gli interventi di controllo attraverso i chiusini, predisposti dal Parco regionale dei Colli Euganei, proseguono, ma secondo chi opera sul campo non sono sufficienti da soli. A mancare, infatti, è l’attività dei selecontrollori, che sono fermi dallo scorso 18 dicembre in attesa del via libera da parte del Parco Colli per poter tornare in azione. Secondo gli stessi operatori, la presenza dei selecontrollori è fondamentale per riuscire a limitare la diffusione degli ungulati.
«I chiusini da soli non bastano», spiegano, «e nemmeno l’attività degli altri cacciatori può risolvere il problema. Servono interventi mirati e continui, con personale formato che possa garantire un controllo più efficace della popolazione dei cinghiali».
Sul tema, proprio in questi giorni, si è tenuta anche una riunione nella sede del Parco Colli con il neo eletto presidente Mauro Delluniversità. Un confronto che potrebbe rappresentare un passaggio importante per affrontare una situazione che, tra giardini devastati e vigneti danneggiati, sta diventando sempre più sentita anche nelle aree vicine ai centri abitati.
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