Morto Albino Sadocco «l’allenatore dei giovani»

Dei suoi 80 anni, ne ha dedicati allo sport 67. Prima come giocatore a Padova poi come tecnico e dirigente, fondando le società La Rocca e Città del Castello
Di Giada Zandonà
Zandona', AG. ZANGIROLAMI, 01 Sett 15 Albino Sadocco, 80 anni di Monselice, deceduto ieri, in una foto del campionato 1965/66: formazione del Monselice contro il Chioggia, è il secondo in alto da sinistra. Ph. Zangirolami
Zandona', AG. ZANGIROLAMI, 01 Sett 15 Albino Sadocco, 80 anni di Monselice, deceduto ieri, in una foto del campionato 1965/66: formazione del Monselice contro il Chioggia, è il secondo in alto da sinistra. Ph. Zangirolami

MONSELICE. É mancato ieri alle 19.30, all’ospedale di Schiavonia, dove era ricoverato in Rianimazione per una grave emorragia celebrale che lo aveva colpito lo scorso luglio. Aveva compiuto 80 anni a maggio, Albino Sadocco, conosciuto da tutti come “l’allenatore dei giovani”. La sua carriera era cominciata all’età di 13 anni come giocatore in una squadra di Padova, per poi fondare a Monselice, nel 1969, la storica associazione calcio dilettantistica La Rocca, di cui è stato vice presidente sino al 1982 e allenatore per oltre 20 anni. Sadocco era riuscito, con pochi mezzi e l’aiuto di alcuni amici e del parroco del Carmine di allora, a mettere in piedi una delle prime società calcistiche della città dedicate ai giovani. Il figlio, Franco Sadocco, ha seguito le tracce del padre, fondando con lui nel1997 la Calcio Città del Castello, di cui Albino era il vice presidente. «Ha dedicato la sua vita allo sport, coinvolgendo me in primis, ma soprattutto moltissimi giovani monselicensi», ricorda Franco, «era una persona scherzosa e verace, poco incline ai compromessi perché credeva profondamente nel suo lavoro con i giovani. Mentre era allenatore è riuscito a stimolare e a tirare fuori il meglio dai suoi giocatori, tanto che oltre 30 ragazzi da lui allenati sono diventati professionisti nel mondo calcistico. Sapeva rapportarsi in modo originale con i ragazzi, confrontandosi costantemente con loro». L’attuale presidente della Rocca, Claudio Finesso lo ricorda con affetto «Ci siamo sempre identificati nella figura sportiva di Sadocco. Aveva creato la società per permettere ai giovani che avevano pochi mezzi di avvicinarsi allo sport e per anni ha continuato a instillare nei nostri ragazzi la passione per il calcio».

Sui social network circola già la proposta di intitolare un campo di calcio alla figura di Sadocco. «Un signore, un poeta, uno sportivo, una figura briosa, allegra, sempre piacevole da incontrare. Ciao Mister» scrive Luca. «Vai mister, gioca la tua ultima partita in panchina! Grazie per tutto quello che mi hai dato!», lo ricorda Massimo. «Immerso nella sua grande passione e circondato continuamente da migliaia di ragazzi che seguivano i suoi preziosi insegnamenti», così lo ritraggono i tanti messaggi degli amici nella pagina Facebook “Sei di Monselice se”. Sino a qualche anno fa gestiva con la moglie la Trattoria al Santo a Monselice. Venerdì alle 15.30, nel Duomo di Monselice, l’ultimo saluto a Sadocco.

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