Morto il generale dei carabinieri Maurizio Stefanizzi, aveva abitato a Padova

Era stato alla guida del Comando Interregionale "Vittorio Veneto". L’ex presidente Zaia: «Con lui un rapporto di vera amicizia»

Padova piange la scomparsa del generale di corpo d’armata Maurizio Stefanizzi, figura di spicco dell'Arma dei Carabinieri e, fino a poco tempo fa, guida del Comando Interregionale "Vittorio Veneto", che proprio nella città del Santo ha il suo cuore pulsante.

Il Generale Stefanizzi non era solo un alto ufficiale; per Padova e per l'intero Veneto rappresentava un punto di riferimento istituzionale caratterizzato da una dedizione assoluta al dovere. Era entrato in quiescenza da pochissimo, concludendo una carriera vissuta con l'uniforme cucita addosso come una seconda pelle, una tradizione di famiglia ereditata dal padre e dal nonno.

Il legame indissolubile con Padova

Il rapporto tra Stefanizzi e Padova si era consolidato definitivamente nel marzo 2023, quando assunse il prestigioso incarico di Comandante Interregionale. E nel giugno 2025, al termine del suo servizio in città, il sindaco Sergio Giordani nella sala del consiglio comunale a Palazzo Moroni, gli aveva consegnato il sigillo della città. In quell’occasione il generale aveva ribadito la sua visione dell'Arma: una grande famiglia al servizio della gente.

Sotto la sua guida, il Comando "Vittorio Veneto" ha coordinato la sicurezza di territori complessi e cruciali come il Veneto, il Friuli-Venezia Giulia, il Trentino-Alto Adige e l’Emilia-Romagna. Nonostante la vastità della sua responsabilità, Stefanizzi aveva scelto Padova come "casa" operativa e affettiva, instaurando con le istituzioni locali un dialogo costante fatto di pragmatismo e reciproca stima.

Il ricordo di Luca Zaia: «Un rapporto di vera amicizia»

Tra le prime voci a levarsi per esprimere cordoglio è stata quella dell’ex presidente della Regione Luca Zaia, che con Stefanizzi aveva costruito negli anni un legame che andava oltre il protocollo. «Stefanizzi è stato un servitore dello Stato esemplare, un gentiluomo dell’Arma innamorato del proprio mestiere – ha dichiarato Zaia – Oltre al profilo istituzionale, resta il ricordo di una persona perbene, disponibile, umana, capace di unire fermezza e sensibilità. Aveva sviluppato un legame autentico con il Veneto, che sentiva vicino anche sul piano personale». L’ex governatore ha poi ricordato come la cifra distintiva del Generale fosse l'attenzione verso i più deboli. Stefanizzi, infatti, interpretava il ruolo di Carabiniere non solo come garante della legalità, ma come scudo per i fragili, promuovendo una cultura del servizio che metteva la persona sempre al centro dell'azione operativa.


 

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