Multato dall’autovelox sull’auto sotto sequestro

CITTADELLA. Beccato dall'autovelox, contesta la multa ai vigili: «Non può essere la mia auto, è sotto sequestro amministrativo». Ma le indagini lo inchiodano al muro. A novembre dello scorso anno, un cinquantenne residente nel Camposampierese si era presentato negli uffici del comando di polizia locale di Cittadella lamentando di aver ricevuto la notifica di un verbale di contestazione di una violazione amministrativa al codice della strada accertata attraverso l'autovelox. «Non può essere la mia auto, in quei giorni il mio veicolo era sottoposto a sequestro amministrativo», ha detto i+l multato, che a riprova di ciò aveva esibito copia del verbale di dissequestro e restituzione del veicolo redatto dai carabinieri. A quel punto, i vigili hanno effettuato ulteriori accertamenti, dai quali è emerso che l'auto in questione era stata oggetto di sequestro amministrativo operato dal Radiomobile di Cittadella, in quanto sprovvista di copertura assicurativa ed era stata affidata alla custodia del proprietario, che si era impegnato a tenerla nella propria abitazione. Nel corso del periodo del sequestro, inoltre, l'uomo era stato fermato dagli agenti del distretto PD1A a San Giorgio in Bosco, alla guida della stessa auto, senza avere al seguito la carta di circolazione: il cinquantenne, anziché ammettere che ne era sprovvisto in quanto il documento era stato ritirato dai carabinieri, aveva dichiarato: «Non so dove sia», sottoscrivendo il verbale di contestazione. Ai primi di ottobre, era stato accertato tramite dispositivo automatico che l’autovettura circolava a Galliera Veneta; l’auto, una familiare, era stata dissequestrata dai carabinieri solo verso la fine di ottobre. Interrogato, il multato non ha potuto fare altro che ammettere di avere circolato nelle occasioni accertate, perché impossibilitato a fare diversamente visto che lavora in un’azienda del Vicentino e non vi sarebbero alternative all’utilizzo dell’unica auto in dotazione alla famiglia. Gli agenti, pur prendendo atto delle giustificazioni addotte dall’uomo, hanno dovuto segnalarlo alla Procura della Repubblica per la violazione degli obblighi di custodia e per le false attestazioni a pubblico ufficiale, nonché per aver circolato per ben due volte con un veicolo sottoposto a sequestro. Il cinquantenne rischia una condanna alla reclusione fino a due anni ed una multa fino a 309 euro, oltre alla sanzione di quasi duemila euro e alla sospensione della patente fino a tre mesi.
Riproduzione riservata © Il Mattino di Padova








