Multe anti-lucciole: il Tar boccia il Comune

Padova. A Padova i vigili non potranno più multare le prostitute in strada. Due anni fa entrava in vigore l’ordinanza anti-lucciole firmata dall’allora sindaco Massimo Bitonci, che prevedeva sanzioni da 500 euro anche per le “squillo” e il sequestro del denaro guadagnato grazie al sesso a pagamento.
A 24 mesi dalla firma del leghista sul provvedimento, il Tar lo ha sospeso, costringendo quindi il comandante della polizia locale Antonio Paolocci a dare l’ordine di non punire più le prostitute, ma solamente i clienti. Non solo, il Comune dovrà anche pagare mille euro di spese legali alla donna di nazionalità romena che aveva presentato il ricorso. Una sentenza di annullamento arrivata in ritardo rispetto ai tempi previsti (il ricorso è stato presentato nel 2015), perché nel frattempo l’ordinanza era stata inserita nel regolamento di polizia urbana dall’allora amministrazione Bitonci, obbligando così i legali della donna a riformulare l’istanza.
Gli agenti della polizia locale non potranno quindi più multare prostitute e ovviamente neanche sequestrare loro il denaro (anche se questo, nonostante fosse previsto dalla norma inserita da Bitonci, non era mai stato fatto). Il verdetto firmato dal presidente Maurizio Nicolosi cancella il comma 1 dell’articolo 11 del regolamento di polizia urbana per «difetto di giurisdizione», ritenuto «compromesso dalla genericità e dall’astrattezza della regola, perché è evidente l’uso di parole e locuzioni vaghe e imprecise».
La norma in questione diceva: «Ai fini di garantire la fruibilità, il decoro e la sicurezza, su tutto il territorio comunale è vietato sostare in luoghi pubblici o aperti al pubblico in atteggiamento che connoti in modo inequivocabile l’attività di meretricio. In particolare è vietata l’attività di prostituzione su strada che, per le circostanze, le modalità e le forme in cui si svolge, offenda la pubblica decenza, o limiti la piena e libera fruibilità degli spazi pubblici, ovvero ne pregiudichi le condizioni di vivibilità».
Definita troppo generica per lasciare ad un vigile la discrezione di multare o meno una lucciola, e considerata anche la legislatura nazionale vigente che disciplina la prostituzione, il tribunale amministrativo ha annullato così il provvedimento di Bitonci, contro cui due anni fa si erano scagliati in molti.
Stando agli ultimi dati ufficiali sono state multate 478 prostitute e 235 clienti, mentre a nessuno è stato mai confiscato il denaro. Anche in questo caso c’è sempre stato un confine pericoloso, legato al divieto di perquisizione che ha sempre trattenuto gli agenti dall’applicare la norma. In ogni caso, oggi il fenomeno della prostituzione a Padova è ancora evidente, soprattutto in alcune aree come a Pontevigodarzere, ai confini con l’Arcella, e in zona industriale. E per i clienti il rischio di una multa da 500 euro esiste ancora, e spesso è accompagnato da quello che a trovarla nella cassetta della posta sia la propria moglie.
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