Muson dei Sassi Un nuovo progetto della Regione

Entro l’anno a Vigodarzere opere per 800 mila euro Argine rinforzato da un lato con sassi e dall’altro con terra
Di Cristina Salvato

VIGODARZERE. Ottocento mila euro di lavori sul Muson dei Sassi a Vigodarzere: a tanto ammonta il prossimo appalto di opere per il consolidamento degli argini, che sarà predisposto entro la fine di quest’anno dal Genio civile. Lo ha annunciato ieri pomeriggio l’assessore regionale all’Ambiente, Maurizio Conte, durante il sopralluogo lungo le sponde del torrente che separa Cadoneghe a Vigodarzere. Torrente le cui sponde stanno lentamente franando e sgretolandosi, per via del terreno sabbioso oramai zuppo d’acqua e delle infiltrazioni che provengono dalla campagna le quali, spingendo contro l’argine verso il Muson, ne indeboliscono la struttura e creano delle pericolose fessurazioni.

I nuovi lavori andranno ad aggiungersi ai 600 mila euro di interventi messi in cantiere e già realizzati negli ultimi mesi: la Regione attraverso il Genio civile aveva inviato tecnici e operai, sollecitata dalla preoccupazione del vicesindaco di Vigodarzere, Moreno Boschello, che dopo gli ultimi episodi di intense perturbazioni, aveva notato un aggravarsi delle frane e delle fessurazioni. Ampi tratti arginali sono stati sostituiti da una massicciata di pietre. Ma restano numerosi tratti in cui cede. Il Muson anche a Vigodarzere mostra quindi la sua fragilità, che negli ultimi dieci anni ha fatto spendere alla Regione 12 milioni di euro per sistemare il tratto di 25 chilometri in cui scorre nel territorio padovano. A Vigodarzere il Muson corre per quasi 4 chilometri, dal ponte del Terraglione a quello di Castagnara, dove poi sfocia nel fiume Brenta.

L’intervento della Regione interesserà inizialmente un chilometro circa, quello che desta maggiore preoccupazioni. Poi, trovando i soldi necessari, sarà consolidato l’intero tratto.

Il progetto prevede che venga rimossa tutta la terra dell’argine dal lato del corso d’acqua, che sarà sostituita da sassi. La terra sarà utilizzata poi per rinforzare l’argine, dal lato campagna: sarà necessario pertanto provvedere all’esproprio di una striscia di campi e giardini.

Buone notizie poi per la cassa di espansione a Fonte, nel trevigiano: il progetto ha avuto l’approvazione della Valutazione di impatto ambientale. Il grande bacino è stato ridotto nell’ampiezza, ma sarà più profondo, in modo da diminuirne l’impatto e la necessità di espropri, tutti raggiunti comunque “bonariamente”, grazie anche alla collaborazione con le associazioni di categorie dell’agricoltura.

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