Nader premiato a Sulmona e con una mostra in febbraio

PADOVA. Tra i premi d’arte ancora attivi in Italia il premio Sulmona si distingue per la coerenza con cui invita e premia artisti che puntano al rinnovamento della pittura senza rinnegarne i...
Di Virginia Baradel

PADOVA. Tra i premi d’arte ancora attivi in Italia il premio Sulmona si distingue per la coerenza con cui invita e premia artisti che puntano al rinnovamento della pittura senza rinnegarne i presupposti. In commissione ci sono critici d’arte di comprovata esperienza come Giorgio Di Genova, Duccio Trombadori, Toti Carpentieri e Vittorio Sgarbi. Quest’anno il Premio della XXXIX edizione è stato assegnato a Nader Khaleghpour, artista iraniano ma padovano d’adozione dal 1973, e gli verrà consegnato oggi. Diplomatosi all’Accademia di Venezia, Nader si lega all’ambiente padovano che era nato intorno al Circolo “Il Pozzetto”, creato e diretto da Ettore Luccini e animato da Tono Zancanaro. Durante la rivoluzione del 1979, Nader torna in Iran e cerca di dare il suo contributo alla trasformazione in corso come docente all’Accademia e come intellettuale. Quando quel sogno di spegne, torna a Padova e si dedica alla sua arte che viene presentata in mostre personali e collettive e seguita da critici importanti come Mario De Micheli, Rossana Bossaglia, Antonello Trombadori, Carlo Munari. Padova gli dedicherà una grande antologica a febbraio 2013 al Centro culturale S.Gaetano e sarà dunque possibile seguire l’evoluzione di una pittura che nasce con un’impostazione visionaria, surreale e si evolve verso esiti informali ma pur sempre governati da un’idea di struttura e di ritmo che rimanda al tema del viaggio, dei mutamenti profondi di luogo e di esistenza. Per quanto astratta e realizzata solo con partiture e flussi cromatici, la pittura di Nader possiede infatti un ritmo narrativo che evoca lidi lontani, avventure della memoria, transiti tra terre remote e familiari, come ben vide Giorgio Segato. Negli ultimi lavori, com’è quello esposto e premiato a Sulmona, prevale il desiderio di dare corpo alla pittura, di rendere solidi i corsi della luce, il segreto dinamismo nascosto nelle pieghe della tela.

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