Natale, senzatetto al freddo per problemi burocratici

Trenta posti letto non assegnati negli asili notturni della città: letti che sono rimasti vuoti anche la notte di Natale e quella di Santo Stefano. Con decine e decine di senzatetto che dormono sulle panchine, in stazione, nei portici della città. Sono rimasti vuoti per questioni burocratiche che stridono con l'emergenza e la carità. Stanze vuote e riscaldate, ma chiuse. Il fatto viene alla luce da una lettera scritta dai vertici del Pd Padovano, Massimo Bettin e Margherita Colonnello all'assessore al Sociale, Vera Sodero. Una lettera senza polemiche, le responsabilità di questo problema sono molteplici, ma la volontà di risolvere il problema ci deve essere. Soprattutto a Natale.
Gentile assessore, desideriamo anzitutto augurarle un lieto Natale e buone feste da trascorre nell’affetto della famiglia e delle persone a lei più care. Abbiamo deciso di scriverle in maniera aperta nella giornata di oggi perché pensiamo che l’alto valore simbolico e universale del Natale aiuti ciascuno, noi per primi, ad osservare le cose nella loro natura più vera. Accantoniamo quindi la quotidianità coi suoi filtri e i suoi ruoli assegnati. Vogliamo porre un tema che pensiamo sia molto importante per la vita della cittá. A lei come a tutti noi senza distinzioni. Con spirito costruttivo e senza nessuna polemica. Alla ricerca di soluzioni. Il punto è molto semplice. Nella nostra città anche stanotte, come le notti scorse, centinaia di donne e uomini “dormiranno” al freddo lungo le strade. Sotto un portico, sul marciapiede, negli androni, in ricoveri di fortuna. Allo stesso tempo, come accade da settimane, oltre la metà dei letti predisposti negli asili notturni per l’emergenza freddo resteranno vuoti. Si tratta di decine di posti letto dignitosi, che non si riesce ad assegnare. Questo nonostante le richieste dei senza fissa dimora, spesso poste ripetutamente ogni mattina con disperazione allo sportello preposto. Ora: parliamo sicuramente di situazioni complicate. Ci sono norme, regolamenti di ogni ordine e grado. C'è la burocrazia, ci sono stampe e stampini. Ci sono le regole e le leggi. Ma c’è anche la volontà di superare gli steccati quando si parla di persone che rischiano la vita, ogni notte. Non vogliamo dare colpe a nessuno. Ma su un punto dobbiamo trovare un comune sentire: non si anteponga nessuna burocrazia e nessuna parte politica alla.dignitá degli uomini. Dobbiamo trovare insieme un modo per occupare appena possibile quei letti vuoti. Convochiamoci, convocateci anche domani. Parliamo, esploriamo strade possibili. Coinvolgiamo anche i comuni della provincia e gli altri enti richiamandoli a un lavoro comune. Anche i senza tetto fanno parte della nostra città. Non sono invisibili e anche per loro dobbiamo essere responsabili. Siamo certi che troveremo in lei una sensibilità attenta. Attendiamo dunque una proposta. Un caro saluto e ancora un buon Natale.
Massimo Bettin
Margherita Colonnello
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