Nessun poeta merita il premio Valeri 2013

Colpo di scena domenica alla dodicesima edizione del confronto letterario Secondo la giuria i criteri del bando non sono stati rispettati dai finalisti

PIOVE DI SACCO. La dodicesima edizione del Premio biennale di poesia “Diego Valeri” si è conclusa domenica con un colpo di scena: la giuria tecnica non ha proclamato alcun vincitore del “Certame Piovese”. I finalisti hanno mancato, secondo il presidente di giuria Luigi Cerantola, il fine dell’epigramma, forma assegnata per la prova conclusiva. Con epigramma si intende “un breve componimento in versi in cui con arguzia ironica e mordace, talora caricaturale, l’ispirazione morale, sociale o politica si traduca in un rapido e vivace ritratto o quadretto”.

Ma nei componimenti dei finalisti Stefano Tonietto, Samuele Granetti, Roberto Mestrone e Tarcisio Barison mancava qualcosa: «Nonostante l'esattezza della forma, quattro versi che contenessero sia endecasillabi che settenari» ha spiegato Cerantola (con lui in giuria Mario Andrea Rigoni e Alessandro Zattarin), «i componimenti non sono all’altezza, mancando di quell'autentico “fulmine in clausola”, la genialità della conclusione che da sola sa spiazzare e dilettare il lettore e rende l’epigramma degno di questo nome».

Tanto è bastato per non assegnare, quindi, i mille euro in palio. «La decisione di non assegnare il premio principale» sottolineano gli organizzatori, «è anche quella di elevare la qualità del concorso».

Nessun problema, invece, per la scelta del vincitore della sezione “Opera edita o inedita strutturata”, andato a Gian Mario Villalta con il suo “Vanità della mente” (Mondadori, 2011). Assegnati anche i riconoscimenti della giuria popolare: Premio “Città di Piove di Sacco” a Tarcisio Barison e “Premio Saccisica” ex aequo a Rossella Maiore Tamponi con “Le camere attigue” e Stefano Simoncelli con “Terza copia del gelo”.

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