Niente stanza in affitto a Padova per lo studente extra-large

Trevigiano di due metri e oltre 100 chili iscritto all’università. La famiglia: «Lo stanno discriminando perché nessuno gli dà una stanza

PADOVA. Lo studente è troppo robusto e rifiutano di affittargli la stanza. I genitori denunciano: «Discriminato prima dai proprietari, poi anche dagli inquilini».

Ha 20 anni, è alto quasi due metri e pesa più di cento chili: si è iscritto al primo anno dell’università e da settimane cerca invano una stanza nel centro di Padova per poter seguire i corsi senza fare il pendolare. Quei numeri che ne descrivono la ragguardevole statura, un vero e proprio “Marcantonio”, sono anche l’inaspettato ostacolo con cui ha dovuto fare i conti durante tutto il mese di agosto.

In due occasioni il posto c’era ma, prima i proprietari, poi anche gli inquilini, gli hanno chiuso la porta in faccia. L’ultima giustificazione che ha ricevuto Valerio (un nome di fantasia che gli assegniamo perché preferisce l’anonimato), ha lasciato i genitori davvero a bocca aperta: «Gli altri studenti che già affittavano la stanza», spiegano, «dopo averlo incontrato, si sono consultati e si sono opposti. Hanno giustificato la loro decisione dicendo al proprietario che avrebbe occupato troppo spazio in cucina e che per questo non lo volevano».

Il giovane, un ex rugbyista, secondo loro è stato vittima di una «discriminazione» inspiegabile: «Stava per firmare il contratto ma è andato tutto in fumo. È da più di quattro settimane che cerchiamo un appartamento, a ottobre partono le lezioni e rischiamo di non riuscire più a trovarlo». Valerio, si è appena diplomato e ha deciso di affrontare una difficile facoltà scientifica all’Università di Padova. Vive in una cittadina del Trevigiano e per poter seguire meglio i corsi, con i genitori, ha deciso di cercare una stanza in affitto vicino alla sede di studio. È un passaggio comune a molte matricole, nel suo caso, però, si sta trasformando in una vera odissea.

«La prima volta», raccontano, «la proprietaria ha controllato che non avesse tatuaggi o piercing e gli ha chiesto anche di tagliarsi i capelli; poi ha detto di no perché aveva paura che si rompessero gli arredi dell’appartamento». Valerio non fuma e non beve alcool, assicurano, vuole solo studiare. Dopo questa esperienza, al secondo tentativo la ricerca sembrava conclusa. Invece no, mercoledì, per telefono è arrivata la doccia fredda. «Ho parlato col proprietario», racconta la madre, «prima ha asserito di aver già assegnato la stanza ad una ragazza. Poi incalzato, ci ha riferito la vera motivazione e si è giustificato così: Suo figlio è un pezzo di ragazzo, la cucina è piccola e gli spazi sono stretti». Era già stata pattuita anche la cifra: 275 euro al mese più le bollette, per una singola. Ora per Valerio la ricerca continua.

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