No alla veranda, il Comune “boccia” il ristorante Pe Pen

Il manufatto non è consono all’eleganza di piazza Cavour «L’abbiamo sopportata per troppo tempo, ora basta»
MILANESI GM LAVORI PIAZZA CAVOUR
MILANESI GM LAVORI PIAZZA CAVOUR

Niente veranda quest’anno, in Piazza Cavour, per il ristorante Pe Pen. L’amministrazione comunale ha intimato ai titolari del locale del centro storico, di non installare più lo stesso tendone degli ultimi anni perché il suo volume e la sua forma non sarebbero consoni all’estetica generale della piazza, dove si trova anche la civica galleria d’arte. In pratica il Comune e nello specifico gli assessorati al Commercio ed all’Arredo urbano, guidati, rispettivamente da Marta Dalla Vecchia ed Andrea Micalizzi, ritengono che l’attuale copertura estiva del plateatico sia brutta e vecchia e non adeguata ai nuovi criteri urbanistici con i quali è stata realizzata la ristrutturazione dello spazio. Il gestore Franco Schiavo ha già risposto che in questi tempi di crisi generale, non avrebbe tutte le risorse necessarie per dotarsi di una veranda nuova e che, comunque, la tenda dell’anno scorso resterebbe ancora valida per andare avanti per tutta la stagione estiva. «Il titolare del Pe Pen deve capire che ci sono delle regole da rispettare» sottolinea l’assessore Dalla Vecchia «D’altronde lo avevamo avvisato anche nel corso del 2011. La veranda va cambiata. Noi del Comune abbiamo cercato più volte un dialogo con lui per arrivare ad una soluzione definitiva, ma il signor Schiavo non ci è mai venuto incontro». Chi conosce molto bene tale vicenda, che ormai si trascina da tre anni, è il capo-settore del commercio. «Per noi il dialogo con Schiavo è ancora aperto» osserva Pier Ferdinando Schiavon «Non è una questione di tavolini sì o di tavolini no. L’autorizzazione per le sedie sotto le stelle non è in discussione. Noi del Comune vogliamo solo convincere che quel tipo di veranda va modificata. L’abbiamo sopportata già per troppo tempo. Il titolare ci venga a trovare con un suo progetto, che, dovrà attenersi ai nostri criteri estetici generali e vedrà che arriveremo ad un accordo». (f.pad.)

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