«Noi siamo il bancomat della malavita»

PADOVA. «Da sempre, specialmente da quando le tabaccherie sono diventate centri servizi dove si possono acquistare anche le ricariche telefoniche ed i Gratta e Vinci e dove si possono pagare le bollette dell’acqua, della luce, del gas, della televisione e le multe, siamo il bancomat della malavita». A parlare così è Italo De Rossi, presidente provinciale e vicepresidente nazionale della Fit (Federazione Italiana Tabaccai) con 850 iscritti in tutta la provincia, dei quali 220 nel Comune di Padova.
«Aspetto di conoscere la dinamica del delitto in tutti i particolari prima di formulare qualsiasi tipo di giudizio», aggiunge «Purtroppo siamo davanti allo stesso tipo di tragedia, avvenuta a Milano nel 2003, quando il tabaccaio Giovanni Petrali uccise un ladro (il commerciante fu prima condannato ad 1 anno ed 8 mesi in primo grado e poi assolto in appello). Sono avvenimenti drammatici che tutti noi tabaccai vorremmo che non accadessero mai. Invece gli assalti ai nostri esercizi commerciali, da troppo tempo, in particolare da quando nessuno è in grado di controllare con sistemi efficienti l’immigrazione selvaggia avvenuta anche e specialmente a nordest, sono all’ordine del giorno. Le nostre vite sono sempre più a rischio».
Che fare, dunque, pur nel sacrosanto rispetto di una vita che non c’è più, di fronte all’escalation della malavita? «Innanzitutto bisogna collegare i sistemi d’allarme di tutte, ma proprio tutte, le tabaccherie con la questura e con le caserme dei carabinieri», continua il numero due d’Italia dei tabaccai dopo il presidente genovese, Giovanni Risso, «In città siamo organizzati meglio. Adesso, alla luce dei terribili fatti accaduti nel Piovese, tocca proteggere meglio e di più anche le tabaccherie dei paesini della provincia. Noi della Fit abbiamo un ottimo rapporto con il questore, Vincenzo Montemagno. Un poliziotto superesperto che in passato, è stato in prima linea contro la mafia siciliana di Catania e la n’drangheta di Reggio Calabria e dintorni. Sono convinto che il questore sia l’uomo giusto per dialogare con la massima efficienza con noi tabaccai padovani con la finalità di rendere più tranquilla sia la nostra vita che quella di tutti i clienti».
Felice Paduano
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