«Non so nulla, se ho evaso che me lo dimostrino»

Floriano Pomaro, amministratore della Logycop, avrebbe usato fatture fasulle Nel 2010 con la stessa società finì nell’inchiesta della “cricca della logistica”

«Spero me lo verranno a dire prima o poi che una delle mie società figura nell’indagine della Finanza. Io comunque sono sereno. Se ho evaso che me lo dimostrino, così come mi dimostrino anche il discorso delle false fatture, che non ho mai ricevuto né mai emesso». A parlare è Floriano Pomaro 51 anni, originario di Lendinara ma residente a Padova, il cui nome è finito nell’inchiesta per frode fiscale della Finanza di Mirano che si è conclusa con l’arresto di 8 padovani e una ventina di manager indagati. Pomaro è amministratore unico della Logycop srl, società con sede in via Forcellini 150 a Padova, una delle aziende che avrebbero utilizzato i “servizi” dell’ufficio di via Savelli di Salvatore Lazzarin. Gli investigatori ipotizzano che proprio in qualità di amministratore, Pomaro, al fine di evadere le imposte sui redditi o sul valore aggiunto, abbia utilizzato fatture per operazioni inesistenti per un imponibile complessivo di circa 4.500 euro e Iva complessiva per circa 1.000 euro, indicando nella dichiarazione Iva annuale relativa all’anno di imposta 2013, elementi passivi fittizzi. Logycop, ditta specializzata in logistica, operazioni di facchinaggio, autotrasporto e operazioni contabili per conto terzi, è una società a rischio limitato della galassia di Comunione e liberazione. Di proprietà al 10 per cento di Hotelturist spa, al 10 per cento di Consta spa (entrambe di Padova) e per l’80 per cento di A-Team società cooperativa con sede a Caserta, Logycop è amministrata dal 2010 da Pomaro che con la stessa società negli anni precedenti finì in un’altra inchiesta della cosiddetta “cricca della logistica” che fotografò una rete di coop anche in questo caso accusate di evasione (un troncone dell’inchiesta finì alla procura di Forlì e il processo è ancora in corso). Floriano Pomaro parte proprio dal 2010 per spiegare la sua posizione (e quindi la sua assoluta estraneità) a proposito di quest’inchiesta della finanza di Mirano. «Ai tempi d’oro, nel 2010, con la Logycop fatturavamo 10 milioni di euro l’anno», sottolinea. «Se così fossero le cifre non sarebbero certo state così basse». «E poi», continua, «non mi risulta di aver mai chiuso in perdita nessuna delle mie società, Logycop srl compresa, anche perché altrimenti le banche mi avrebbero richiesto il rientro immediato dei fidi. Logycop è comunque una società che in ogni caso stiamo mettendo in liquidazione e che contiamo di chiudere nel 2016 in quanto è diventata uno strumento societario che non ci serve più».

Stando alla visura camerale, tuttavia, Logycop srl ha chiuso con una perdita d’esercizio (riferita all’anno 2013) di 26,992 euro. Inoltre, Pomaro, in quanto nominato presidente dell’assemblea dei soci, nel corso della riunione del 31 marzo del 2014, approvò il bilancio di esercizio e anche la copertura della perdita d’esercizio con l’utilizzo della riserva straordinaria della società

Alice Ferretti

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