Scatta l’obbligo di carta di identità elettronica, vacanze a rischio: il piano dei Comuni padovano

Da agosto l’Italia dirà addio al documento cartaceo, si passa alla Cie: Padova e Abano Terme hanno giocato d’anticipo per ridurre code e attese, ma gli uffici con meno personale temono il sovraccarico di richieste

Lorenzo Borghero

Dal 3 agosto l’Italia dice addio alla carta d’identità cartacea. I cittadini dovranno quindi passare alla Cie, la carta d’identità elettronica. Una circostanza che in diversi Comuni rischia di sovraccaricare di richieste gli uffici Anagrafe, in particolare quelli con meno personale. Ne sa qualcosa Massimo Cavazzana, sindaco di Tribano, che spiega: «Ho dovuto chiedere disponibilità alla mia segreteria per supportare l’Anagrafe».

I mesi estivi sono infatti quelli in cui i cittadini hanno più necessità di rinnovare la carta, soprattutto per viaggi e vacanze. E spesso se ne accorgono all’ultimo momento. Si crea così un imbuto di richieste, per la cui gestione, secondo Cavazzana, servirebbe una proroga. In qualità di vice presidente Anci, Associazione Nazionale Comuni Italiani, racconta: «Insieme a diverse amministrazioni locali abbiamo richiesto una proroga per evitare disagi ai cittadini. Tuttavia, la Commissione europea e il governo hanno confermato che non ci sarà». L’Anci sperava invece in un prolungamento fino a fine anno. Cavazzana, comunque, si dice entusiasta del cambiamento: «La Cie porta novità utili. Viene per esempio semplificato l’accesso ai portali di Inail e Inps».

Se a Tribano giocare d’anticipo non è bastato per risolvere il sovraccarico di richieste, nel Comune di Padova la situazione è più serena: «Abbiamo avviato a dicembre un piano di aperture straordinarie, rinnovando le carte d’identità per tempo». E così i numeri sono confortanti: «Nel novembre del 2025 erano 28 mila le carte d’identità cartacee, oggi ne rimangono solo 4 mila» spiega l’assessora ai Servizi demografici Francesca Benciolini. E così anche i tempi d’attesa per chi ha bisogno del servizio sono oggi «ragionevoli» Si parla di attendere tra i sette e i dieci giorni. La situazione è ancora da monitorare, ma «questo è il periodo solitamente più caldo» a livello di richieste, conferma Benciolini, cheringrazia i lavoratori che si sono messi a disposizione accorciando i tempi.

«Sono soddisfatta della prontezza con cui i Servizi Anagrafici sono riusciti a prevenire l'emergenza che la scadenza del 3 agosto rischiava di innescare» spiega. Poi l’appello ai cittadini: «Invito quanti avessero ancora la carta di identità cartacea a prendere appuntamento e provvedere, sapendo comunque che patente e passaporto, come anche qualsiasi altro documento rilasciato dalla pubblica amministrazione purché dotato di foto, valgono come documento di identità».

Una strategia simile l’ha adottata il Comune di Abano Terme. Una volta intercettato il rischio di emergenza, i cittadini sono stati chiamati direttamente dagli uffici competenti e sono stati fissati così appuntamenti per il rinnovo. Il lavoro anticipato ha dato i suoi frutti: a fine 2025 i documenti da sostituire erano ancora 3 mila, mentre oggi sono poco più di mille. Soddisfatto il sindaco Federico Barbierato: «Attualmente il Comune riesce a gestire circa mille Cie al mese: un dato che dimostra non solo la capacità organizzativa dell’ufficio, ma anche l’efficacia della programmazione avviata nei mesi scorsi».

Un cambio di rotta possibile, anche in questo caso, con un rafforzamento del personale negli uffici. Il Comune ha raddoppiato gli sportelli dedicati al rilascio delle carte elettroniche, riuscendo ad «accompagnare gradualmente i cittadini verso il superamento del documento cartaceo».

Questione Aire

Il passaggio obbligatorio alla carta d’identità elettronica non è l’unica novità. Dal primo giugno, infatti, è cambiato anche il regolamento per i cittadini italiani residenti all’estero, che acquisiscono il diritto di richiedere e ottenere il documento direttamente presso i Comuni italiani. Dopo pochi giorni è difficile affermare con certezza se il cambiamento potrà mettere sotto pressione le Anagrafi. Abano, che ha una platea Aire significativa, segue la vicenda «con attenzione, perché può generare un ulteriore carico di lavoro per gli sportelli».

Sono infatti 1.987 i cittadini iscritti all’Aire (Anagrafe italiane residenti all’estero) nel Comune di Abano. Sale a 6 mila il numero di quelli iscritti a Padova che hanno ancora la carta d’identità cartacea, ma la situazione non preoccupa: per ora sono meno di dieci quelli che hanno richiesto la carta d’identità elettronica.

La nuova normativa consente comunque di richiedere il documento a qualsiasi Comune, a prescindere da quello di iscrizione Aire. In tal caso, però, l’ufficio Anagrafe a cui ci si rivolge dovrà acquisire il nulla osta dal Comune di iscrizione. Questo significa che è necessaria l’attivazione di un’interlocuzione con un altro ente, attendere il relativo riscontro e poi completare la pratica. Una procedura che potrebbe allungare le tempistiche. «Certamente l’aspetto più delicato» secondo Barbierato, «anche se tutto dipende dal numero di richieste».

 

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