Nuove regole comunali per uscire in fretta dall’Unione

CONSELVE. Si torna a parlare di “scissione” fra i sindaci dell’Unione del Conselvano. Dopo la bocciatura della delibera politica sullo scioglimento del sodalizio fra i sette Comuni e la protesta dei sindaci che l’avevano proposta si fa strada una nuova strategia per mettere fine a questa esperienza che diversi amministratori considerano ormai al capolinea. Già nei prossimi giorni i Comuni intenzionati ad uscire dovrebbero convocare il consiglio comunale per approvare la delibera di recesso immediato dall’Unione. Oltre a Candiana, che ha già votato per l’uscita dall’Unione il mese scorso, dovrebbero adottare lo stesso provvedimento Bovolenta, Agna e Bagnoli. Potrebbe aggiungersi anche Arre, portando così a cinque su sette il numero di Comuni intenzionati a riavere i propri dipendenti e la propria “autonomia”. Una volta approvate, le delibere saranno sottoposte all’Unione che dovrebbe dare senza troppo indugio la possibilità di uscire. In questo frangente nessun sindaco vuole esporsi più del dovuto ma la richiesta di cambiare forma di aggregazione si fa sempre più insistente e pare abbia portato ad un primo accordo fra gli amministratori. I Comuni che vorranno uscire riavranno i propri dipendenti ma si impegnano a potare a termine gli atti dell’Unione per la chiusura del conto consuntivo 2014. La competenza sul bilancio preventivo 2015 invece tornerà in capo ai singoli comuni. Va da sé che, a parte Conselve che non ha alcun obbligo perché è sopra i diecimila abitanti, il giorno dopo l’uscita dall’Unione le altre amministrazioni dovranno lavorare ad una nuova forma di aggregazione, convenzione o unione, prevista dalla legge. Ovviamente non mancherà la battaglia nei consigli comunali visto che il fronte contrario allo scioglimento dell’Unione conta diverse adesioni.
Nicola Stievano
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