Nuovo polo commerciale l’idea già non piace

Albignasego. Protesta un comitato di cittadini appoggiato dal candidato Marchi Ma il vicesindaco chiarisce: «Il progetto, presentato nel 2007, è decaduto»
Di Cristina Salvato

ALBIGNASEGO. L’unica area verde rimasta su via Roma rischia di sparire sotto una colata di cemento, che porterà oltre un centinaio di case e un grosso polo commerciale. «Con il conseguente aumento di traffico su via Roma, già congestionata, e la morte del piccolo commercio locale», dichiara Rolando Marchi, candidato nella lista “Per far rinascere Albignasego”, che appoggia Carlo Guglielmo. Marchi fa proprie le istanze di un comitato di cittadini sorto a Carpanedo, vicino all’area in questione: un terreno tra via Mameli e via Pellico. «È un’area il cui potenziale edificatorio è pari a 50 mila metri cubi», spiega Marchi, «di cui metà a destinazione residenziale, l’altra metà commerciale». Che equivalgono a 5 mila metri quadrati: se si considera che un ipermercato è ampio 1.500, si tratta di una superficie di vendita destinata a ospitare grandi o numerosi negozi. «Nessuno in paese è a conoscenza di questa operazione», continua, «che avrebbe un impatto notevole sul traffico, sull’inquinamento, sulla quantità di cemento e sul commercio, già minato dalla prossima apertura di un supermercato in via Milano, dietro il municipio, e di un altro in via Orno». E sull’area, ancora verde, sono comparsi dei cartelli di protesta. «Si potrebbe limitarne l’impatto», interviene Carlo Guglielmo, «se i proprietari richiedessero la diminuzione dei volumi di vendita, come fecero anni fa. Ma all’epoca l’amministrazione diede parere negativo. Io chiesi inoltre di valutare l’idea di non sistemare i negozi sul fronte strada, ma di creare una piazza contornata da edifici, in contiguità con la chiesa, che diventasse il centro di Carpanedo».

Il vicesindaco Filippo Giacinti chiarisce la questione. «I proprietari dei terreni hanno presentato il progetto il 24 dicembre del 2007», spiega, «e gli uffici comunali hanno avviato un’istruttoria, chiedendo più volte alla ditta l’integrazione della documentazione. L’ultima richiesta risale al 4 novembre del 2011 e i proprietari hanno avuto un anno e mezzo di tempo per fornirla. Non lo hanno fatto, per cui il progetto è decaduto e si andrà alla sua archiviazione. In ogni caso, perché sia effettivo deve passare al vaglio della giunta, che dovrebbe adottarlo, e finire poi all’esame delle osservazioni del piano regolatore». Sulla vicenda interviene anche Elisa Galeazzo di “Cittadini in movimento”. «La commissione edilizia dei tecnici aveva comunque dato parere favorevole a questo progetto», commenta, «e pertanto si tratta di una questione che viene soltanto rimandata, nel caso in cui i proprietari decidessero di riproporre il medesimo progetto, che prevede anche l’idea di realizzare un parcheggio sotterraneo da 8 mila metri quadrati».

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