Operai senza casco nel cantiere del Duomo di Padova

I lavori sono stati commissionati dalla Soprintendenza: in aprile, durante il montaggio delle impalcature, un altro episodio

Edoardo Fioretto
I lavoratori senza casco nel cantiere del Duomo di Padova
I lavoratori senza casco nel cantiere del Duomo di Padova

A dieci metri d’altezza, lungo i ponteggi che avvolgono la facciata del Duomo di Padova, tre operai sono stati visti lavorare per tutta la mattina di ieri, 11 maggio, senza casco protettivo. Hanno spostato materiale, si sono mossi sulle impalcature, hanno utilizzato l’argano del cantiere. Una scena osservata da diversi passanti e documentata da fotografie che mostrano gli addetti senza uno dei dispositivi di protezione più basilari previsti nei cantieri edili.

Una situazione resa ancora più delicata dal fatto che il committente dei lavori è la Soprintendenza. Il responsabile della sicurezza ha fatto presente che l’impresa sarà richiamata sul rispetto delle norme.

Il precedente

Succede nel cuore del centro storico, davanti a uno dei simboli religiosi e architettonici della città, dove da un paio di mesi è in corso il grande cantiere di restauro della basilica. E non sarebbe nemmeno un episodio isolato. Già il 13 aprile, durante le operazioni di montaggio dei ponteggi, un altro operaio era stato fotografato senza casco mentre movimentava materiale edilizio sulle impalcature.

Il punto, naturalmente, non è soltanto estetico o formale. Il casco nei cantieri non è un dettaglio. Le norme sulla sicurezza sul lavoro prevedono precise protezioni per chi opera in quota, soprattutto in contesti complessi come quello di un ponteggio alto diversi metri.

Lavoro in quota

Il decreto legislativo 81 del 2008, ossia il testo unico sulla sicurezza, considera «lavoro in quota» ogni attività svolta oltre i due metri di altezza. E proprio nei lavori in quota il casco rientrerebbe tra i dispositivi di protezione individuale destinati a ridurre il rischio di urti, cadute di materiale o incidenti durante le movimentazioni. Da sottolineare che un casco, in effetti, ieri mattina c’era: ma appoggiato a margine delle impalcature.

Il cantiere del Duomo è seguito dalla Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio di Belluno, Padova e Treviso, quindi dipende direttamente dal Ministero della Cultura, nonostante la cattedrale sia di proprietà della Diocesi di Padova. I lavori erano stati consegnati il 22 settembre dello scorso anno e dovrebbero essere concludersi a settembre.

L’impresa

L’impresa appaltatrice è la Mazzaferri Srl della provincia di Teramo, mentre la Arcart Srl di Altavilla Vicentina opera come subappaltatrice. Per quanto riguarda il responsabile per la sicurezza risulta essere l’architetto Francesco Maria Risi, esperto nel settore di immobili vincolati, che ha evidenziamo come il cantiere del Duomo sia «molto vigilato», anche se «può capitare che qualcuno non rispetti le regole». In ogni caso – è stato assicurato – la ditta incaricata riceverà un richiamo formale.

Resta ora da capire se quanto osservato nelle ultime settimane rappresenti episodi effettivamente isolati oppure segnali di criticità più ampie. Il fatto che più episodi siano stati documentati a distanza di un mese potrebbe però far sollevare sospetti su possibili violazioni reiterate. —

 

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