Ora si tratta per una moschea a Piazzola sul Brenta
Federico Bellot Romanet conferma le voci e approva l'idea. La polemica dopo il "no" di Grantorto

MOSCHEA Islamici in preghiera
PIAZZOLA SUL BRENTA. La questione «moschea» non è soltanto una voce, ma un'ipotesi molto probabile. Esiste una trattativa tra un privato e l'associazione islamica per un locale in città. La conferma arriva dal capogruppo di minoranza del «Mondo», Federico Bellot Romanet, che sarebbe a conoscenza della cosa. Dopo il rifiuto a Grantorto, il centro culturale islamico potrebbe dunque aprire a Piazzola. Se ci sarà l'accordo, specie sulle condizioni economiche, la cosa è fatta.
«Non ho remore a confermare che le voci insistenti sono fondate - scrive in una lettera Bellot Romanet -. Esiste di fatto una trattativa ancora tutta da definire. Al di là di come sarà l'esito, la mia posizione è favorevole in merito. Ero convinto che le "crociate" del Sindaco Sergio Acqua a Grantorto fossero riconducibili ai limiti di chi come lui è disposto a rinnegare valori in cui si è sempre riconosciuto, pur di arraffare un pugno di voti alle amministrative. Evidentemente però, il becero populismo impera anche quando non vi sono elezioni all'orizzonte. I consiglieri di Lega Nord e Pdl si ergono paladini della volontà popolare piazzolese, dimenticando che se così fosse non sarebbero all'opposizione. Annunciano immediate mobilitazioni, a cui tutti oramai proviamo noia nel dover poi assistere al solito Bitonci cercar gloria. Qualcuno dovrebbe spiegar loro che, oltre a diritti naturali e diritti umani, esistono diritti civici, civili e religiosi. Vi sono inoltre valori cristiani da cui non si può prescindere nel fare politica.
«Esiste un problema di integrazione, culturale, e quindi anche religiosa. Il problema non si risolve con i rimbalzi da Grantorto a Piazzola. Sono convinto che a Piazzola vi siano molte persone che immaginino un futuro dove i figli di chi è considerato "diverso" potranno guardare ai nostri, come ai figli di chi ha avuto il coraggio di mettersi in discussione. Dovremmo affermare questo coraggio nella sfida, non curanti dell'impopolarità, ed affinchè le "diversità" divengano normalità. Normalità, dove pregare il proprio dio in comunità sia un diritto di tutti, e non più terreno per coltivare scandalo».
Argomenti:immigrazione
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