Padova, aggredite le oche di riviera Paleocopa

Altra aggressione in riviera Paleocopa. La denuncia di Oipa sui tempi dell’intervento: «Le comunicazioni con gli uffici competenti si sono trasformate nel solito drammatico rimpallo di responsabilità: nessuno sapeva indicare con chiarezza quale fosse l’ente preposto»

Silvia Bergamin
Una delle oche ferite
Una delle oche ferite

Un’altra aggressione, l’ennesimo episodio di violenza gratuita a fare da sfondo al tranquillo panorama di riviera Paleocopa a Padova.

A farne le spese è la storica coppia di oche che da anni staziona nella zona vicina al ponte, ormai diventata una vera e propria presenza familiare e amata da residenti, passanti e famiglie a passeggio lungo l’argine.

Un episodio increscioso che riaccende i riflettori non solo sul tema dei maltrattamenti agli animali, ma anche sul muro di gomma con cui si scontra chi cerca tempestivamente di prestar loro aiuto. «Fin dalle 7 di questa mattina ci siamo mossi subito per attivare la macchina dei soccorsi» spiegano indignati i volontari dell’Oipa.

«Purtroppo, però, le comunicazioni con gli uffici competenti si sono trasformate nel solito drammatico rimpallo di responsabilità: nessuno sapeva indicare con chiarezza quale fosse l’ente preposto a intervenire in casi del genere».

«Solo attorno alle 10, dopo tre ore di attesa e telefonate incrociate, è arrivata l'indicazione che a procedere con il soccorso avrebbe dovuto essere il servizio veterinario. Non si tratta, purtroppo, del primo caso. Gli esemplari presenti in riviera Paleocopa sono già stati in passato oggetto di atti ostili e aggressioni. Una situazione reiterata che preoccupa i cittadini e mette in luce una grave falla nella catena dell'emergenza. «Non è ammissibile che di fronte a un animale ferito o in pericolo si perda tempo prezioso per capire "di chi è la competenza"», denunciano dall'Oipa. «Questa vicenda evidenzia una criticità gestionale ormai insostenibile. Chiediamo un chiarimento immediato sulle competenze e sulle modalità operative di intervento in città per tutti i casi analoghi. Serve chiarezza per garantire la reale tutela degli animali presenti sul nostro territorio e per permettere ai servizi preposti di operare in maniera tempestiva ed efficace».

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