Padova, aggressione choc in via Altinate: «Picchiati senza motivo»
Un’avvocata assiste al pestaggio di un 19enne e della fidanzata davanti a una gelateria: «Una violenza inaudita». L’aggressore è stato bloccato dalla polizia

«Mentre li riempiva di pugni e calci urlavo, continuavo a urlare. Ero sconvolta, non ho mai visto tanta violenza scatenarsi in un attimo, senza un apparente motivo, così, solo per il gusto di picchiare» Simona Zara, 55 anni, avvocata, è ancora scossa. L’altra sera, alle 20.30 circa, davanti alla gelateria Gianni in via Altinate, ha assistito a una scena che non scorderà facilmente. «Se ne parlo piango, continuo a piangere», dice.
I protagonisti della vicenda
Un uomo nordafricano, «classe 1983, drogato e ubriaco» racconta Zara, si è scagliato con forza contro un giovane di origine albanese di 19 anni e la sua ragazza, di 23. «Sono miei amici, ci siamo trovati a mangiare un gelato e a bere qualcosa insieme» continua.
La furia cieca
Il 19enne ha raggiunto le due donne più tardi e si è fermato fuori a fumare una sigaretta. «Ho sentito delle grida e la mia amica si è precipitata fuori dal locale urlando il nome del fidanzato, che le stava prendendo di santa ragione».
Ricorda ogni attimo: «Erano in piedi, l’aggressore lo stava picchiando selvaggiamente, dava pugni a raffica, volavano a destra e a sinistra, alla faccia, al petto, alla pancia. Il mio amico non è magro, ha provato a difendersi, ma la furia dell’uomo sotto l’effetto di sostanze stupefacenti era inaudita, sconcertante, terribile».
Il tentativo di difesa
La fidanzata, di getto, ha seguito l’istinto e si è messa in mezzo cercando di aiutare: «È cintura nera di karate, si sentiva quindi di poter intervenire, ma è servito a poco, perché, ripeto, la cattiveria e la violenza fisica del picchiatore erano completamente fuori controlli», continua la donna.
«La mia amica è stata picchiata nello stesso identico modo del suo ragazzo». In quel momento, in via Altinate, passava una volante della polizia: «Mi sono precipitata dagli agenti, ho spiegato quello che stava succedendo».
I due poliziotti non hanno perso tempo: «Hanno fatto una grande fatica a immobilizzarlo, avevano il taser in mano, ma non è stato necessario» spiega l’avvocata. «L’hanno messo in macchina e portato alla centrale, dicendoci che a breve sarebbero arrivati dei colleghi per raccogliere le testimonianze».
Lo sconcerto dei passanti
Di persone, l’altra sera, in via Altinate, ce n’erano tante. L’avvocata si occupa anche di criminologia: «So cos’è la violenza, ho già visto persone decedute, sono poco impressionabile, ma quello che è accaduto mi ha segnata. La violenza gratuita è inaccettabile e fa tanto male».
Simona Zara è convinta che l’aggressore non avesse reagito a minacce o gesti offensivi da parte del suo amico: «Si tratta di un ragazzo mite, che si fa gli affari suoi. Potrebbe essere sorto un malinteso, magari un gesto fatto senza pensarci, ma che in ogni caso non giustifica una tale brutalità e prepotenza. Certe cose le ho viste solo in tv, è assurdo capitino nel centro storico della mia città. Andrò dal sindaco Giordani se vorrà ricevermi. Abito in piazza Garibaldi. Sono tre anni che sopporto i cantieri del tram sotto le finestre di casa. Ora che i lavori si avviano al termine, la giunta deve pensare seriamente alla sicurezza dei suoi cittadini. Ce n’è davvero bisogno, non se ne può più» chiude la professionista che si sente in colpa: «Non ho aiutato la mia amica, ma ho davvero percepito il pericolo. Grazie a Dio l’aggressore non aveva in tasca un coltello. Non ragionava, ci avrebbe ammazzava tutti, tutti, glielo assicuro».
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