Padova, prima campanella per 98mila studenti: incognita traffico tra maltempo e cantieri
Primo giorno di scuola per 98 mila studenti padovani tra pioggia e cantieri. Sotto osservazione via Chiesanuova, via Vicenza e il nodo di corso Milano: «Qualche rallentamento bisogna metterlo in conto»

L’ansia da cantieri e maltempo comincia prima ancora di uscire di casa. Le chiavi dell’auto in mano, l’orologio già sotto controllo, la merenda da infilare nello zaino e la domanda che questa mattina accompagna migliaia di padovani: quanto ci vorrà per arrivare a destinazione?
Ci siamo. È il giorno dei 98.000 studenti e studentesse di ogni ordine e grado che tornano sui banchi. Ma è anche il giorno dei loro genitori, che devono rimettere in moto la macchina della quotidianità tra lavoro, parcheggi e orari da incastrare. E poi ci sono tutti gli altri: chi deve attraversare la città, raggiungere il centro, spostarsi da un quartiere all’altro. Questa mattina, più che mai, serve pazienza.
Maltempo e cantieri
Chi dovrà attraversare la città nelle ore di punta, in particolare la mattina presto, deve mettere in conto più di qualche rallentamento in più.
Le zone più delicate sono soprattutto via Chiesanuova, via Vicenza e il nodo della rotatoria di corso Milano. Ieri, alle 14, via Volturno era bloccata e questa mattina la situazione potrebbe non essere molto diversa. A complicare il quadro potrebbe aggiungersi la pioggia, che come sempre spinge un numero maggiore di persone a far uscire la macchina dal garage.
I genitori in auto
Un bambino chiederà per la terza volta se è arrivato tardi. Un genitore guarderà dieci volte l’orologio. Qualcuno proverà una strada alternativa e scoprirà che hanno avuto la stessa idea in cento.
Per un genitore, accompagnare un figlio a scuola non significa soltanto percorrere qualche chilometro. Significa incastrare orari, lavoro, fratelli da accompagnare, parcheggio, zaini, merende ed eventuali ritardi. Una piccola corsa contro il tempo prima ancora di iniziare la giornata. Oggi la corsa è più complicata del solito.
Disagi per tutti
Lo stesso vale per chi non accompagna i figli a scuola. Il traffico di una città non rimane confinato davanti ai cancelli degli istituti: si allarga, si sposta e si propaga sulle strade che collegano i quartieri al centro e le periferie alle zone produttive.
Padova che ricomincia
Eppure, dietro alle code, c’è anche una fotografia profondamente normale della città. Padova che ricomincia.
I marciapiedi pieni. Gli autobus affollati. I genitori che salutano i figli davanti ai cancelli. I ragazzi che si ritrovano dopo l’estate. Le prime campanelle. I professori che fanno l’appello. Le cartelle nuove e quelle vecchie, perché «questa va ancora benissimo».
È una normalità che si ripete ogni settembre e che, proprio per questo, racconta bene il ritorno alla vita quotidiana. Le scuole riaprono, le famiglie riprendono le loro routine e la città torna a muoversi insieme.
Il record
Quest’anno scolastico segna un record: per la prima volta il numero di degli studenti e delle studentesse scende sotto la soglia dei 100.000. Rispetto all’anno scorso c’è un calo di 2. 500 ragazzi e ragazze, che salgono a 30. 000 se si fa un confronto con dieci anni fa.
Nelle scuole dell’infanzia, primarie e medie inferiori gli iscritti sono in netto calo a causa dell’inverno demografico, mentre si registra un lieve aumento, pari all’1%, negli istituti superiori. Una situazione che non incide soltanto sul numero degli studenti e delle relative classi, ma anche sull’organico dei docenti e del personale tecnico, amministrativo e ausiliario che lavora nelle scuole.
«Chiusi i grossi cantieri»
«In città non ci sono più grossi cantieri che possano incidere pesantemente sul traffico», sottolinea l’assessore alla viabilità e mobilità Andrea Ragona. «Quando piove più persone prendono l’automobile e il traffico aumenta. È sempre stato così. Qualche rallentamento nelle ore di punta bisogna metterlo in conto, come è sempre stato».
«La zona da Rubano al centro città, interessata dalle riasfaltature, è tornata abbastanza scorrevole», aggiunge l’assessore. «Stiamo ultimando il tram proprio perché c’erano troppe arterie congestionate. Tra qualche mese vedremo i veri benefici». Intanto, però, il primo vero test della ripartenza è già arrivato. Parola d’ordine: respirare.
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