Allerta West Nile, l’Usl 6: «I casi sono in aumento»
Sbrogiò, Usl 6: «I casi emersi sono solo la punta dell’iceberg: molti sono asintomatici. Non servono disinfestazioni perché non ci sono state più infezioni nella stessa area»

Il grande caldo, i temporali in arrivo nei prossimi giorni, e l’aumento dell’umidità; dopo il primo decesso, avvenuto l’altro giorno, sale l’allerta legata alla West Nile, la malattia infettiva causata dall’omonimo virus trasmesso attraverso la puntura di zanzare infette.
Il rischio è infatti che il clima atteso nelle prossime giornate possa portare a una significative proliferazione delle zanzare.
I casi, stando ai dati riferiti da Luca Sbrogiò, direttore del Dipartimento di prevenzione dell’Usl 6, risulterebbero in aumento. «Quelli registrati sono 37. Le malattie - conferma Sbrogiò - crescono per caldo, umidità, piogge; 12 di questi hanno sintomi neurologici. Gli aggravamenti si verificano in persone vulnerabili».
Come conferma il caso di Lorenzo Corradin, l’84enne che si è spento domenica scorsa all’ospedale di Cittadella, che oltre ad avere contratto il virus West Nile, soffriva anche di altre patologie.
Niente disinfestazioni
È sempre il direttore del Dipartimento di prevenzione dell’Usl 6 che, oltre a tracciare il bilancio dei pazienti in cura dopo essere stati colpiti dalla West Nile, ribadisce anche che attualmente non è previsto alcun intervento di disinfestazione in città.
«Finché non si manifestano due casi all’interno di un piccolo raggio, spesso nella stessa comunità o nello stesso comune non è necessario procedere con alcun intervento di disinfestazione», ribadisce Luca Sbrogiò.
Che poi aggiunge: «Finora si sono verificati solo casi singoli che non hanno quindi reso necessario alcun intervento particolare. Noi continuiamo comunque a mantenere molto alta l’attenzione su qualunque caso possa verificarsi». Infine, per quanto concerne i casi al momento seguiti dall’Usl, Sbrogiò spiega che «Si tratta della punta dell’iceberg poiché molte persone sono asintomatiche. Solo in casi molto rari si registra un aggravamento della patologia sino all’esito, purtroppo infausto, di domenica sera».
La vittima
Lorenzo Corradin, deceduto appunto domenica scorsa a Cittadella, per quarant’anni aveva lavorato come modellista e sarto alla Belvest, storica azienda di Piazzola sul Brenta. I sintomi del virus si erano manifestati, come aveva raccontato la figlia, circa dieci giorni prima del decesso. La diagnosi di West Nile era arrivata solo dopo un prelievo del midollo.
Da quel momento le condizioni del pensionato sono progressivamente peggiorate. Dal reparto di Medicina era dunque stato trasferito in quello di Neurologia. Un decorso drammatico che in pochi giorni ha portato al decesso di Corradin. Contagito, come ricordava la figlia, da una zanzara forse nell’orto oppure in giardino.
Riproduzione riservata © Il Mattino di Padova









