Abbandonati nel fossato 50 chili di sgombri avariati a San Giorgio delle Pertiche

Ad accorgersene un cittadino, incuriosito dalla puzza. Il commento: «Quanto successo è semplicemente assurdo, una bomba ecologica». Mistero sull’autore del gesto

Giusy Andreoli
Gli sgombri morti scaricati nel fossato
Gli sgombri morti scaricati nel fossato

Un grave episodio di inciviltà e di inquinamento ambientale è stato scoperto lunedì in via Zuanon. Ignoti hanno deliberatamente scaricato una cinquantina di chili di sgombri direttamente nel fosso che costeggia i campi sportivi.

A rinvenire il pesce è stato un cittadino visto che gli sgombri, lasciati al sole, a causa del caldo cominciavano a imputridire. Così l’ha segnalato direttamente al Comune.

Sul posto a verificare è andato l’assessore Andrea Carnio che, come monito per il deprecabile gesto, ha postato una foto eloquente.

«Quanto successo è semplicemente assurdo», ha commentato, «qualcuno ha pensato di scaricare una quantità di sgombri morti direttamente dentro a un fosso del nostro territorio. Oltre allo schifo, viene davvero da chiedersi: ma cosa passa per la testa a certe persone?

Qui sono in gioco caldo, cattivo odore e igiene pubblica: con le temperature di questi giorni, abbandonare rifiuti organici di questo tipo in un fosso significa creare una bomba ecologica e sanitaria. La puzza irrespirabile che si genera unita al degrado e al rischio di attrarre animali randagi o insetti infestanti, è intollerabile per chi vive nella zona».

L’assessore Carnio ha chiesto l’intervento degli operatori di Etra, che hanno provveduto alla rimozione e al corretto smaltimento degli sgombri. Carnio ha anche sottolineato con fermezza che le operazioni straordinarie di pulizia comportano un inutile spreco di tempo e risorse pubbliche: «Questi interventi incidono direttamente sui costi di gestione del territorio e si traducono in un aumento delle tariffe sui rifiuti per l’intera collettività. L’azione del singolo incivile ricade, ancora una volta, sulle tasche di tutti i cittadini» ha commentato.

Mistero sull’autore del gesto. Sono due le ipotesi azzardate anche dall’amministratore: qualcuno che ha riscontrato il rapido deterioramento del pescato a causa del forte caldo e dell’assenza di refrigerazione adeguata durante il trasporto, decidendo poi di disfarsene illegalmente. Oppure lo smaltimento illecito commerciale da parte di qualche attività che ha accumulato un quantitativo di invenduto troppo voluminoso per i normali contenitori della raccolta umida domestica, optando per lo scarico abusivo.

 

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