Al cimitero di Padova apre un’area per gli islamici: «Una comunità significativa»
Aggiornato il regolamento, c’è anche l’estensione delle concessioni a 50 anni. Un provvedimento che aggiorna norme ferme dal 2024 e che, pur introducendo modifiche in parte tecniche, ha subito acceso il confronto politico

Una zona riservata ai defunti di fede islamica, la possibilità esplicita di celebrare anche riti laici nella sala del commiato e concessioni dei loculi estese fino a cinquant’anni. Sono le principali novità contenute nel regolamento comunale dei servizi cimiteriali approvate dal parlamentino di Palazzo Moroni.
Un provvedimento che aggiorna norme ferme dal 2024 e che, pur introducendo modifiche in parte tecniche, ha subito acceso il confronto politico.
L’area islamica
La modifica più significativa riguarda, infatti, l’articolo 16 del regolamento. In precedenza il testo prevedeva, oltre ai reparti destinati ai militari e ai religiosi, un’area genericamente riservata ai «culti diversi da quello cattolico» e una zona destinata ai defunti non credenti.
Con le modifiche introdotte viene invece esplicitamente indicata la presenza di «reparti riservati a defunti di fede islamica, di altri culti diversi da quello cattolico e di defunti non credenti».
Una scelta che, secondo l’amministrazione comunale, fotografa una realtà ormai consolidata sul territorio e rende più chiara l’organizzazione degli spazi cimiteriali. «Fino al periodo del Covid molti musulmani erano soliti rimpatriare le salme nei Paesi d’origine», osserva l’assessora ai servizi cimiteriali, Francesca Benciolini, «la pandemia ha reso impossibile questa pratica e si è quindi posto il problema di individuare spazi adeguati per la sepoltura».
Benciolini ricorda come già nel 2021, d’intesa con l’allora prefetto Renato Franceschelli, era stata inviata una circolare a tutti i sindaci della provincia per richiamare i Comuni alla necessità di predisporre aree dedicate. «Storicamente Padova disponeva già di uno spazio destinato alle persone non cattoliche», evidenzia ancora l’assessora, «successivamente abbiamo scelto di individuare una zona specifica per l’Islam, delimitata da fioriere e situata nei pressi della sala del commiato».
Si tratta di un’area che può essere ampliata e che oggi ospita circa un centinaio di sepolture. Per l’esponente di Padova Insieme è una scelta coerente con l’evoluzione della città: «Il culto dei morti ha sempre accompagnato la storia delle nostre comunità. Padova dispone, a esempio, di cimiteri ebraici legati alla presenza storica della comunità ebraica. Oggi la nostra società conta una presenza significativa di cittadini di fede musulmana ed è giusto che anche il Comune risponda a questa esigenza».
Le altre novità
Ma questa, come anticipato, non è l’unica novità. Cambia anche l’articolo 17, che da «Servizio religioso» assume la nuova denominazione di «Riti funebri». Il regolamento precisa infatti che al cimitero maggiore di Chiesanuova sono presenti sia la chiesa che la citata sala del commiato, entrambe disponibili, su richiesta, per lo svolgimento di riti funebri. Una formulazione che amplia la possibilità di celebrare non soltanto funzioni religiose, ma anche cerimonie laiche. Già possibile, ma ora è scritto nero su bianco.
Non solo. Tra le novità c’è l’estensione della durata delle concessioni dei loculi. Oltre alla tradizionale concessione trentennale, sarà ora possibile richiedere fin dall’inizio o in fase di rinnovo una concessione di cinquant’anni. Vengono inoltre rese più flessibili le norme sulle estumulazioni e sui trasferimenti delle salme.
I familiari potranno infatti chiedere il trasferimento di un defunto accanto a un proprio caro senza dover attendere la naturale scadenza della concessione trentennale. Sarà inoltre possibile mantenere il loculo originario libero, qualora lo si desideri.
Il regolamento introduce infine una clausola che consentirà, in situazioni eccezionali, di accogliere nei cimiteri comunali anche persone che normalmente non rientrerebbero tra quelle aventi diritto alla sepoltura nelle strutture cittadine.
Riproduzione riservata © Il Mattino di Padova








