Padova, coltelleria Valesio compie 100 anni: «I coltelli giapponesi sono il nuovo trend»

Tre generazioni di artigiani in via Gorizia raccontano un secolo di cambiamenti: dalle affilature quotidiane ai regali di nozze, fino alle nuove abitudini dei clienti e alle difficoltà del centro storico

Daniela Gregnanin
Coltelleria Valesio
Coltelleria Valesio

Cento anni di attività per osservare come è cambiata la città, tra mestieri scomparsi, botteghe chiuse e nuove abitudini di acquisto.

A raccontare questa trasformazione sono Paolo e Stefano Valesio, titolari dell’omonima coltelleria di via Gorizia, una delle più antiche di Padova e provincia. Tre generazioni della stessa famiglia hanno attraversato un secolo di cambiamenti.

Le origini

Quando il nonno Eugenio aprì la bottega come arrotino, la città aveva un tessuto artigianale molto più ampio. Sarti, sartine, macellai, stampatori e medici avevano bisogno di strumenti sempre affilati.

Forbici, lame e bisturi passavano anche dalle mani dell’arrotino, una figura professionale che nel tempo ha visto ridursi drasticamente il proprio lavoro.

«I medici sono rimasti, ma è da oltre mezzo secolo che non si vedono chirurghi entrare per affilare un bisturi o altro», racconta Paolo, che dopo il diploma entrò in negozio insieme al fratello. Oggi, dietro al bancone, con loro c’è anche la cognata Stefania D’Andrea. La coltelleria continua ad attirare appassionati e turisti.

I tempi che cambiano

Il cambiamento si sente anche dal rumore, o meglio dalla sua assenza. La mola che si trova ancora in negozio, un tempo, era in funzione per buona parte della giornata. «Una volta affilava dai 70 ai 100 coltelli al giorno e altri oggetti. Il rumore prodotto dall’arrotatura era continuo, oggi c’è silenzio e si lavora raggruppando le affilature e altre tipologie di interventi in alcuni giorni specifici», continua Paolo.

Anche i regali raccontano quanto siano mutate le abitudini. I servizi di coltelli da cucina, i cosiddetti ceppi, erano frequenti in occasione dei matrimoni. Oggi le richieste si concentrano spesso su un singolo pezzo, scelto anche per le tendenze del momento. «Quando la gente si sposava, si regalavano i famosi ceppi, quelli con tanti coltelli utili per diverse tipologie di taglio in cucina. Adesso non è così, se va bene si regala un coltello solamente e bisogna che sia alla moda: quelli giapponesi sono attualmente un must have, richiestissimo».

Anche alcuni regali tradizionali sono scomparsi. «I nonni per cresime e comunioni regalavano ai figli maschi dei coltellini svizzeri, magari con le iniziali incise. Oggi sarebbe impensabile», osserva Paolo.

La svolta

Per continuare a lavorare, la famiglia ha ampliato l’offerta. La svolta è arrivata nel 1991, quando la coltelleria ha introdotto le batterie da cucina di alta gamma e le cocotte, diventate una voce importante per l’attività.

«Il padovano cerca qualcosa di diverso, durevole e sfizioso. Se può si compra pure le affettatrici», sottolinea Paolo. Resta però il problema di un centro storico che, secondo i fratelli Valesio, «ha perso parte della capacità di richiamare clienti dalla provincia».

Il viavai di un tempo non c’è più e a pesare sono anche le difficoltà legate alla viabilità e alla possibilità di fermarsi per fare acquisti. «Padova andrebbe totalmente ripensata dal punto di vista viario e delle soste. Peccato, perché se ci fosse una riorganizzazione forse le cose andrebbero meglio», aggiunge Paolo.

Lo sguardo al futuro

Dopo oltre quarant’anni trascorsi in bottega, Paolo e Stefano non pensano ancora alla pensione. Il mestiere piace, anche se il futuro della coltelleria oltre la terza generazione non è ancora scritto. «Presumo ci fermeremo a questa. I nostri figli hanno altre attività, abbiamo dei medici in famiglia, gente che ha studiato per una determinata professione e non li abbiamo mai sentiti intenzionati a varcare la soglia del negozio per prendere le redini in mano. Però mai dire mai, staremo a vedere».

Nel frattempo, il turismo offre nuove occasioni. Anche in via Gorizia entrano stranieri interessati a piccoli oggetti, stampi per dolci e biscotti. Qualcuno acquista anche un coltellino, ma si tratta di articoli di dimensioni contenute. Paolo richiama le restrizioni introdotte dal recente decreto sicurezza sul porto di strumenti da taglio.

A dare soddisfazione restano i collezionisti, che continuano a cercare oggetti legati alla tradizione. È un legame con le origini che permette alla bottega Valesio di proseguire la propria attività in una città commerciale molto diversa da quella conosciuta dal nonno Eugenio.

 

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