Padova, il Comune pensa a un nuovo canile-rifugio: ecco il bando

Scaduta la convenzione con il rifugio di Rubano, Palazzo Moroni avvia una co-progettazione con gli enti del Terzo settore. Il servizio potrebbe restare a Rubano oppure nascere una nuova struttura in città

Marta Randon
Canile di Rubano
Canile di Rubano

 

Potrebbe sorgere un canile-rifugio in città. La convenzione con la struttura di riferimento a Rubano è scaduta e Palazzo Moroni ha avviato «un percorso di co-progettazione con gli enti del terzo settore per individuare e sviluppare un modello di servizio capace di rispondere alle esigenze di tutela e assistenza dei cani» si legge in una determina pubblicata nell’albo pretorio.

Se qualche associazione o cooperativa proporrà all’amministrazione un progetto convincente per il territorio comunale, potrebbe essere tenuto in considerazione. Da anni il rifugio di Rubano è gestito dalla Lega Nazionale per la Difesa del Cane che, naturalmente, potrebbe partecipare alla procedura pubblica, superarla e tutto rimarrebbe come prima.

La co-progettazione

La decisione è contenuta in una determina con la quale il Comune dà avvio alla procedura per raccogliere le manifestazioni di interesse degli enti interessati a partecipare alla progettazione.

Quest’ultima consentirà di costruire un servizio non limitato alla semplice custodia degli animali, ma basato sulla collaborazione tra amministrazione pubblica e realtà del territorio.

53.000 euro per tre anni

Il percorso individuato dall'amministrazione prevede diverse fasi. La prima, come detto, consiste nella pubblicazione di un avviso di manifestazione di interesse, rivolto agli enti del terzo settore interessati a partecipare alla co-progettazione. Successivamente sarà selezionato il soggetto da invitare al tavolo.

A quel punto prenderà il via il confronto tra Comune ed ente selezionato, con l'obiettivo di sviluppare e rimodulare il progetto di massima predisposto dall'amministrazione e la proposta operativa presentata dall'ente.

Il percorso dovrà portare alla redazione di un documento conclusivo.

Palazzo Moroni prevede, compatibilmente con le risorse disponibili nel bilancio, la messa a disposizione di 53.000 euro complessivi per 3 anni. «Il provvedimento non comporta al momento un impegno contabile» precisa la determina.

 

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