Cucine economiche popolari di Padova, la gestione passa all’Associazione di Sant’Antonio

La Fondazione Nervo Pasini cederà il ramo di attività all’Ausa dal primo gennaio 2027. Il vescovo Claudio Cipolla: «Un’alleanza per affrontare le nuove forme di povertà e rafforzare la rete della carità»

Le Cucine economiche popolari di via Tommaseo (foto Bianchi)
Le Cucine economiche popolari di via Tommaseo (foto Bianchi)

Le Cucine economiche popolari di Padova avranno una nuova guida. Dal primo gennaio 2027 la gestione passerà dalla Fondazione Nervo Pasini all’Associazione Universale di Sant’Antonio (Ausa), che raccoglierà il testimone di una realtà da oltre un secolo al fianco delle persone più fragili. L’annuncio è arrivato venerdì 30 ottobre dal vescovo Claudio Cipolla: una decisione che segna l’inizio di un nuovo capitolo per una delle esperienze di solidarietà più radicate nella città.

L’intenzione è far dialogare due storie e due esperienze di carità, con l’obiettivo di rafforzare gli interventi a favore di chi vive situazioni di difficoltà. Da una parte le Cucine, da sempre punto di riferimento per chi ha bisogno di un pasto, di un bagno caldo, di un abito o di un aiuto concreto. Dall’altra Ausa, che proprio quest’anno festeggia i 140 anni dalla fondazione e porta avanti progetti di solidarietà e iniziative legate alla devozione antoniana.

«Un’alleanza tra due realtà»

«Quella che stiamo comunicando oggi è un’alleanza tra due realtà ecclesiali che permette di intravedere mete più significative per il servizio della Chiesa e della città nei confronti delle diverse forme di povertà presenti nel nostro territorio», ha spiegato il vescovo Cipolla. Il passaggio, ha aggiunto, unisce «l’esperienza di un servizio inserito da oltre un secolo nel tessuto cittadino con un’apertura più universale».

La scelta si inserisce in un percorso avviato dalla Diocesi nel 2016 con i cantieri di carità e giustizia. In questi anni le forme di povertà sono cambiate e si sono fatte più complesse: accanto alle emergenze più evidenti sono cresciute fragilità meno visibili, che richiedono risposte coordinate e una rete capace di andare oltre il singolo intervento.

Un nuovo cammino

Le due realtà che dal 2027 cammineranno insieme sono nate a pochi anni di distanza proprio a Padova. Le Cucine economiche popolari videro la luce nel 1882 grazie a Stefania Omboni, che volle dare una risposta alle difficoltà sociali provocate dall’alluvione. Nel 1886 don Antonio Locatelli fondò invece l’Associazione Universale di Sant’Antonio, con l’intento di diffondere la devozione al santo e la carità legata alla sua testimonianza.

Ora quelle due esperienze si preparano a intrecciare il proprio cammino. Al centro resteranno i bisogni essenziali delle persone: mangiare, lavarsi, vestirsi, ricevere attenzione per la propria salute e trovare un percorso che permetta di uscire dalla povertà estrema.

È stata proprio la Fondazione Nervo Pasini a dare una struttura stabile a un’esperienza che in precedenza era un ente di fatto, aprendola alla città e alle parrocchie. «Ora il vescovo ci chiede un nuovo passo che coinvolge tutta la Diocesi: le povertà crescono e si fanno più complesse», ha sottolineato il presidente don Luca Facco, «e solo unendo le forze potremo contribuire a custodire la dignità di ogni persona. Grazie di cuore alle suore elisabettine, agli operatori, ai volontari e a tutti gli amici e donatori che finora ci accompagnato: questa storia continua anche grazie a loro».

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