L’addio a Nicolò, l’ingegnere padovano stroncato a 26 anni da un tumore
Una folla di cinquecento persone nella chiesa parrocchiale di Vo’ per l’ultimo saluto a Nicolò Zavattiero, a cui verrà conferita la laurea alla memoria dall’Università di Padova. Il ricordo di don Massimo Barotto: «Ci ha insegnato a distinguere l’essenziale dal superfluo»

Cinquecento persone hanno salutato questa mattina, 20 ottobre, Nicolò Zavattiero, morto a 26 anni per un tumore al pancreas. La chiesa parrocchiale di Vo’ era piena e in tanti hanno seguito il funerale dal sagrato, stretti alla mamma Graziella, al papà Maurizio e alla fidanzata Rachele.
Nell’omelia don Massimo Barotto ha dato voce alle domande davanti a una vita spezzata così presto, invitando a trovare nella fede un sostegno al dolore. «Ci insegna Nicolò a distinguere l’essenziale dal superfluo», ha detto, ricordando il suo sorriso, la semplicità e la pazienza nell’affrontare la malattia. Il sacerdote ha richiamato i legami con i compagni di scuola e università, gli amici del calcio e i colleghi di lavoro.
Il ricordo della famiglia
Al termine hanno parlato i genitori, ringraziandolo per le gioie ricevute e per l’orgoglio di averlo come figlio. Poi Rachele ha ripercorso il loro amore, le avventure condivise e la forza con cui Nicolò aveva cercato di continuare a vivere apprezzando anche i gesti più normali. Ha invitato tutti a non sprecare il tempo e a custodire quanto lui ha lasciato attraverso i racconti e i ricordi.
Tra la commozione, il parroco ha chiesto di realizzare qualcosa di concreto in sua memoria. Nicolò lavorava in uno studio di ingegneria a Mestrino e attendeva di discutere la tesi magistrale: l’Università di Padova ha annunciato che gli conferirà la laurea alla memoria. Un applauso scrosciante ha accompagnato l’uscita del feretro dalla chiesa.
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