Padova, infermiera diabolica: i casi sono una decina

Oltre alla polizia anche i carabinieri indagano sulla donna che stordisce gli amanti per rubare i soldi

PADOVA. Polizia e carabinieri stanno indagando su una infermiera che lavora nel reparto di Ortopedia. La stessa che il mese scorso ha invitato a cena un collega barelliere per poi tramortirlo con le benzodiazepine, rubargli il bancomat e prelevargli dal conto corrente 250 euro. Ecco, non sarebbe l’unico caso. Pare che la lista dei derubati sia piuttosto lunga e questo è il motivo per cui ci sono ben due reparti che ci vogliono vedere chiaro. Si parla di più di una decina di vittime, non tutti colleghi chiaramente. Lei è tuttora in servizio e il chiacchiericcio intorno si fa insistente.

Ciò che ha acceso i riflettori sul suo operato è quanto accaduto un mese fa, dopo una cena a due che poteva finire in tanti modi, di certo non in quello raccontato nei verbali della polizia. Lei ha 34 anni, è romena e lavora come infermiera appunto a Ortopedia. Lui ha qualche anno in più e svolge il servizio di trasporto malati in quel reparto. Dopo un periodo di ammiccamenti i due escono a cena. Lui sale addirittura a casa sua. Beve un calice di vino rosso ma nel giro di pochi secondi si addormenta. Lei ne approfitta, gli sfila il portafoglio e gli prende il bancomat. Preleva 250 euro e rimette tutto a posto.

La vittima del furto corre a denunciare il fatto alla polizia ma quando fa nome e cognome della donna gli investigatori si accorgono che stanno già indagando su di lei. E sempre per prelievi illeciti al bancomat dello sventurato di turno. Traccia investigativa che stanno seguendo anche i carabinieri del comando provinciale di Padova, dopo aver sviluppato alcune denunce giunte dalla cintura urbana.

Al di là del furto dal conto corrente è stata aperta un’indagine interna all’Azienda ospedaliera per peculato, perché con la perquisizione in casa fatta in gennaio si è scoperto che la donna aveva una consistente quantità di farmaci a base di benzodiazepine. Farmaci presi dal reparto in cui lavora e che le servivano proprio per stordire la gente che poi derubava.

L’avvocato dell’Azienda ospedaliera ha già avviato l’istruttoria per capire quante e quali responsabilità sono in capo alla dipendente. I sindacati, dal canto loro, stanno facendo muro per proteggere la donna che in effetti sta ancora prestando servizio in reparto. Nel frattempo Squadra mobile e Arma dei carabinieri stanno raccogliendo tutte le prove a suo carico.



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